BI24_2010/20_SOCIAL E CENSURA. La storia: un biellese bloccato da Twitter. “Mai fatto commenti, mai discusso con nessuno…”

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Tempi grami, questi, per chi anche solo cerca di non allinearsi con il cosiddetto “pensiero unico”. Tempi grami soprattutto per quanto riguarda quei social media, che secondo il grande Marshall Mcluhan dovevano, attraverso il “villaggio globale”, liberare l’uomo e la sua mente. E che invece cercano, ogni giorno di più, di incatenarlo a concetti che qualcuno ha scelto e che tutti gli altri sono costretti a condividere. Forse, più che Mcluhan, era meglio iniziare citando George Orwell…
La realtà è che oggi, usare in rete parole come Fascismo, Mussolini, Trump, sovranismo… Salvini, è diventato molto, molto pericoloso. Ma anche solo mettere un “like” o un “cuoricino”, a seconda del tipo di social che si utilizza, può diventare il pretesto per la punizione, per la censura, per l’ostracismo.
Il 25 aprile scorso, ad un biellese che aveva deciso di rispondere alle immagini degli assassini partigiani, postate fortunatamente da sempre meno gente, pubblicando la foto di un innocuo “Balilla”, di un bambino di sette od otto anni, “Facebook” aveva addirittura chiuso definitivamente l’account. In questi giorni, tocca invece a “Twitter” far calare la scure dei blocchi, dare vita ad una nuova, vera e propria “deportazione” digitale del pensiero.
Diceva infatti bene, l’altro giorno, il giovane ed acuto Alessio Ercoli della Lega: se possono oscurare il Presidente degli Stati Uniti, pensa cosa possono fare a te… Detto, fatto. A Giuseppe, un “normalissimo” cittadino biellese, il famosissimo sito dei “cinguettii” ha riservato lo stesso trattamento usato con Donald Trump. Blocco del profilo, cancellazione dei contatti, totale impossibilità di comunicare. E nessuna spiegazione, né data di scadenza del provvedimento. L’ergastolo on line…
“In effetti non capisco questa decisione – spiega infatti la “vittima” – perché nonostante io segua persone e piattaforme che non sono certo di sinistra, non ho mai pubblicato commenti offensivi, né ho mai partecipato a discussioni accese… Al massimo, ho messo qualche ‘cuoricino’ ad articoli o interventi che mi sembravano giusti. Non mi strappo certo i capelli per l’esclusione da Twitter, ma di questi tempi, con quello che sta accadendo, si tratta di un piccolo ma inquietante segnale…”.

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