BI24_2010/20_DALLA REGIONE. Rossi, Pd, interroga su “variante inglese” e vaccinazioni nelle RSA: “Affrontare subito i problemi”

Occorre fare tesoro dell’esperienza dei mesi scorsi e correre più in fretta del virus che, come segnalano gli esperti, sta mutando rapidamente” dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che ha presentato un’interrogazione in Commissione Sanità, dove siede in qualità di vice presidente, sull’adeguamento dei test rapidi per l’identificazione delle varianti del Sars-Cov2, a partire da quella “inglese”. “Secondo quanto riportato in numerosi studi scientifici tale mutazione, ormai riscontrata in molti Paesi tra cui l’Italia, sarebbe caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, valutata in circa il 70% in più: non possiamo farci trovare ancora una volta impreparati” afferma Rossi sottolineando che “gli stessi esperti evidenziano una difficoltà di alcuni test, in particolare quelli antigenici, nell’identificare la nuova variante”.
Anche il Ministero, pur aprendo all’uso dei test rapidi, con una specifica circolare emanata lo scorso 8 gennaio, ribadisce che il migliore standard per il testing resta l’uso dei tamponi molecolari e solo i test antigenici di ultima generazione, ovvero quelli in grado di rilevare anche la variante inglese, sono affidabili. “L’interrogazione vuole fare chiarezza su questi aspetti, considerato che il Piemonte fa largamente ricorso ai tamponi antigenici: quali stiamo usando? Quelli di terza generazione, oppure quelli meno affidabili? Quanti casi sono stati accertati della variante inglese nella nostra regione? Ci aspettiamo risposte immediate su questi aspetti, mentre ci auguriamo che aumenti, comunque, la capacità del Piemonte di ricorrere a quelli molecolari” spiega il consigliere Dem.
Durante la commissione odierna, inoltre, Rossi ha richiesto un’Informativa Urgente in Commissione Sanità da parte dell’assessore Icardi sulla situazione epidemiologica del Covid-19 con un focus particolare sulla campagna vaccinale. “Come si sta preparando il Piemonte alle prossime fasi? Quali saranno i centri vaccinali, e soprattutto, con quale personale sarà portato avanti? Si tratta di domande fondamentali perché non mancano i problemi già in questa prima fase, che si occupa di una fascia di popolazione limitato” argomenta il vicepresidente della Commissione Sanità.
“Da un lato – conclude Rossi – la campagna per il personale sanitario procede con risultati discreti, dall’altro nelle RSA qualcosa non funziona: solo un decimo degli ospiti è stato vaccinato, con numeri che ci pongono in fondo alla classifica delle Regioni italiane. Se c’è un problema, di qualunque natura esso sia, occorre affrontarlo subito e risolverlo per evitare che si ripercuota sull’intero piano vaccinale, causando ritardi e favorendo una recrudescenza del virus”.

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