BI24_2010/20_UN ANNO DI COVID. Il Consorzio Iris tra lockdown e nuovi poveri… Nasce un laboratorio territoriale sperimentale

In occasione dell’Assemblea del 17 dicembre per l’approvazione bilancio previsionale 2021-2023, Mariella Biollino ha affermato che il periodo della pandemia ha cambiato in modo forte il modus operandi e anche l’organizzazione del Consorzio stesso sia in sede sia nelle aree territoriali. “Il 2020 è stato un “annus horribilis” in cui, tutti insieme, abbiamo lottato contro un nemico invisibile, che ci ha messi con le spalle al muro determinando, dal mese di marzo ad oggi, un periodo di grande emergenza generale che ha coinvolto i servizi sociali in un’ottica di riorganizzazione generale (es riunioni su piattaforma, lavoro agile, potenziamento azioni nelle sedi territoriali, nuove povertà…), ma che ha dato vita anche a nuovi servizi sul territorio in una sorta di “laboratorio territoriale sperimentale”. Ora si può sicuramente parlare di un Consorzio ante Covid e di un Consorzio post Covid in via di riorganizzazione generale nel 2020/2021. Sfide importanti ci attendono in raccordo con Comuni, Asl ed altri enti territoriali.
_Ecco le parole chiave
PANDEMIA, ISOLAMENTO, TELELAVORO, NUOVI BISOGNI, NUOVI POVERI NUOVE SFIDE, RIORGANIZZAZIONE SERVIZI

La situazione sociale del territorio biellese evidenzia diversi punti di criticità, alcuni hanno carattere strutturale, altri sono più legati al difficile ciclo economico che sta vivendo il territorio, anche a causa della pandemia in atto.
_I dati 2020 fanno riflettere. Nascono i nuovi poveri….prime azioni
I “nuovi poveri” stanno aumentando e i dati parziali 2020 (fine novembre) fanno riflettere: Servizio sociale professionale, 1419 famiglie seguite antecovid/ oggi 2021. Famiglie segnalate da altri servizi e/o dagli Amministratori Comunali durante l’emergenza: 119 famiglie. Servizio assistenza domiciliare: 500 antecovid/ 599 a settembre. Segretariato sociale :attivate azioni per n. 437 famiglie non conosciute ai servizi. Cartelle sociali riaperte per 206 famiglie, che avevano ottenuto autonomia ante Covid. Contribuzioni economiche: + 32% (da 115.000 a 151.000 euro). Interventi di sostegno nella compilazione delle domande di buoni spesa: 188 persone. Distribuzione n. 45 tablet per bambini/ragazzi in difficoltà (progetto We.Com).Nuove azioni educativa territoriale per supportare didattica a distanza: 195 minori seguiti ante Covid, 201 minori alla data attuale.
Nuove azioni del Centro per la Famiglia : nuovo ciclo (in collaborazione con Consultorio di Cossato )di conversazioni on line tra genitori con figli (0-25 anni) e con genitori con problemi (Ge.Co) Spaf (giovani 14/25 anni) : azioni on-line e dirette su Istagram (progetto in raccordo con Asl) per venire incontro alle loro esigenze + interventi individuali
Aumento di persone sole con necessità di amministratore di sostegno. Aumento donne vittime di violenza a causa isolamento domestico
Il problema delle spese legate alla casa è sempre più presente nelle famiglie in difficoltà, anche quelle che finora non hanno mai richiesto contribuzioni (piccoli commercianti, artigiani…); il progetto Bonus Casa, attivato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Fondazione CRB, in collaborazione con Città di Biella, Iris, Cissabo e cooperativa M.Cecilia dello Sportello Casa ha dato un aiuto enorme: nel giro di poco più di 20 giorni, a ottobre 2020 ,sono stati elargiti contributi per circa 107.000 euro per pagamento affitto, mutui, utenze per gas, luce, connessioni….). Si auspica un proseguimento per il futuro. Altri aiuti (buoni spesa, pacchi alimentari..sono stati distribuiti dai Comuni stessi (con l’aiuto delle operatrici); ben 87 famiglie Iris (esclusa Biella) hanno fruito del progetto Biella Solidale (protocollo tra C.R.I., Città di Biella, Iris, Inner Whell Biella Piazzo, Panathlon Biella. La scure del virus si è abbattuta anche sul lavoro nel 2020 con conseguenze anche nel 2021: contrazione delle assunzioni, perdita del lavoro, nuove cassaintegrazione… con conseguente caduta delle produzioni e dei consumi (dati INPS). Tante piccole attività commerciali/artigianali sono senza più risorse e rischiano di non riaprire più a gennaio 2021.
_1.RADIOGRAFIA DEMOGRAFICA: L’INDICE DI VECCHIAIA
Il punto di partenza, molto preoccupante, è la radiografia demografica che vede una costante riduzione della popolazione e un suo progressivo invecchiamento. Conoscere e capire le dinamiche della popolazione è infatti il primo passo per una lettura sociale, economica o politica. La popolazione è un corpo vivo, la cui composizione può variare in misura anche marcata in brevi periodi di tempo e rappresenta vincoli, opportunità, caratteristiche e bisogni diversificati.
Un dato sopra ogni altro: l’indice di vecchiaia (rapporto tra gli over 65 e n.100 giovani fino a 14 anni d’età) nel Biellese è 275,8 cioè 275,8 anziani ogni 100 giovani) contro un indice a livello regionale di 211,3% e nazionale di 178,4%. (dati Camera Commercio Biella/VC al 1 gennaio 2020-Istat Tuttitalia ). Questa particolarità ha inciso anche in emergenza Covid, perché gli anziani sono i più deboli e fragili e incide anche sulle fragilità sociali, sul numero delle tutele e dei servizi domiciliari in aumento.
Gli over 65 nel Biellese hanno di gran lunga superato gli under 30, di circa 9000 unità. I giovani sono in costante diminuzione, con un indice di natalità pari a 5,3 nel 2019; nel 2016 era 6,1 (per mille abitanti). C’è inoltre grande polverizzazione sociale. Le famiglie con un solo componente sono sempre più numerose.
Molto interessante lo studio Dell’IRES (s©2019 IRES – Istituto di Ricerche Economico-Sociali del Piemonte via Nizza 18 – 10125 Torino –www.ires.piemonte.it –“La popolazione piemontese nei prossimi vent’anni” ) che dimostra un’ulteriore intensificazione del processo di riduzione della popolazione (-97.000 unità circa nel 2038) e dell’invecchiamento. Secondo la relazione, nel 2038 la popolazione con più di 65 anni sara’ il 29,5 % di quella complessiva. Sempre piu’ numerosi i grandi anziani (90 anni in su). Tutto ciò avrà una forte ricaduta sul sistema sanitario e socioassistenziale. Da evidenziare che, di fronte all’instabilità matrimoniale, relazionale e all’allontanamento figli da casa per lavoro, si renderà necessario un aumento di sostegno da parte del sistema di welfare, che – stante le attuali tendenze – potrebbe poter contare meno sull’impegno delle famiglie nelle cure. Il coinvolgimento delle famiglie nelle cure delle persone fragili potrebbe diminuire anche per effetto del prolungamento della vita lavorativa e l’innalzamento dell’età pensionistica.
L’area Iris, dal 2001 al 2019, ha subito una riduzione generale del 4% ( cioè -4655 abitanti di cui 1775 a Biella); la popolazione 0-17 si è ridotta in media del 9%, , ma molto di più ad Andorno, Cavaglià e Candelo; la popolazione 18-64 si è ridotta in media del 12% (con una punta max del 16% a Candelo); la popolazione 65-74 è aumentata del 6% (con punte max del 18% in Valle Elvo e a Candelo; la popolazione >75 è aumentata del 45% (con punte max del 57% (candelo), 62% (gaglianico) e 89% (verrone).
_2. Prima sfida .Politiche sociali condivise con il territorio
LA POPOLAZIONE DIMINUISCE, MA AUMENTANO LE RICHIESTE DI SERVIZI perché LA POPOLAZIONE INVECCHIA. l triennio 2021-2023, con gli anni a seguire, richiederà politiche sociali comuni e ancor piu’ condivise sul territorio. La frammentazione dei decisori e la fragilità delle organizzazioni possono costituire un freno ad un’efficace azione politica di coesione sociale. Occorre garantire la sostenibilità nel tempo dei servizi socio-assistenziali in presenza di una popolazione sempre più anziana e con una crescente fragilità sociale sia nelle fasce giovanili (con particolare riguardo all’adolescenza) sia nella popolazione adulta.
Come CDA Abbiamo stretto e continueremo ad attivare azioni sempre più condivise con la Prefettura, l’ASL, i Comuni, la Città di Biella, il Cissabo, la Fondazione CRB e con tutto il mondo del volontariato e del terzo settore che svolge un importante ruolo attraverso vari patti di sussidiarietà. Fondamentale per individuare bisogni territoriali futuri e attuare strategie comuni la nascita, a novembre 2020, dell’Osservatorio per il Biellese a cura della Fondazione CRB, in collaborazione con il Dipartimento di scienze sociali e politiche dell’Università di Milano, a cui anche IRIS e tutti i più importanti Enti territoriali partecipano.
La concertazione costante Tra Città di Biella. Iris, Cissabo e Asl ha portato a risultati positivi nel 2020, come la creazione di uno sportello SUSS in ospedale che dovrà essere ulteriormente potenziato e riorganizzato nel prossimo triennio. Un risultato importante nel 2020 è stato anche il protocollo con ASL, Cissabo e città di Biella per l’attivazione della struttura Don Orione a Sordevolo finalizzata ad accogliere sia ospiti covid positivi dimessi dall’ospedale ed ancora bisognosi di assistenza, sia persone Covid positive, non ospedalizzate, ma impossibilitate a fare quarantena a casa.
Dopo l’avvio di una prima fase nel 2020 e una battuta d’ arresto a causa dell’emergenza Covid, si continuerà a lavorare col Tribunale in merito alle tutele per avere un albo da cui attingere amministratori di sostegno o tutori . La strada è però ancora lunga e difficoltosa. Nel corso del 1 semestre 2021 si concluderà il complesso iter, portato avanti con i Comuni della Valle Cervo, attraverso anche questionari, focus con famiglie, operatori ecc finalizzato a creare un nuovo modello gestionale di nido intercomunale, con servizi innovativi, anche opzionali, rivolti ai bimbi 0-6 anni, più vicini alle necessità delle famiglie e tale da creare un ponte tra bambini, adulti, nonni ecc per vitalizzare la valle intera. Tale modello potrebbe anche essere “esportato” in altre aree del territorio Iris.
_3. SECONDA SFIDA RIORGANIZZAZIONE CONSORZIO E REVISIONE QUOTE
Il Consorzio a partire dal 2016 ha sempre mantenuto le stesse quote e così ancora oggi (così come concordato nell’assemblea consortile del dicembre 2019). Se si fa riferimento alle quote del 2016, il Consorzio avrà alla fine del 2022 minori entrate dalle quote pari a circa 180.000 euro (una media di quasi 30.000 euro l’anno), ipotizzando una decrescita anagrafica analoga al trend attuale.
Dopo una lunga serie di incontri e confronti tra CDA , Direzione , Città di Biella e Cissabo, è stata approvata nell’ Assemblea Consortile del 5 novembre 2020 la delibera d’indirizzo, proposta dal CDA, per la costituzione di una Commissione territoriale temporanea per la revisione delle attività del Consorzio e individuazione di una nuova quota per abitante, collegata ai servizi-base della funzione socioassistenziale. L’obiettivo fondamentale sarà quello di valutare margini di efficientamento dell’attività dell’Ente, collegati ad eventuali economie possibili, senza intaccare la qualità dei servizi, al fine di ridefinire una quota base per tutti i comuni afferenti all’IRIS.
Si dovrà pertanto agire, nel corso del 2021, con una riorganizzazione e razionalizzazione interna dei servizi (già avviata nel 2020) anche in stretta relazione con la città di Biella, il Cissabo e l’ASL finalizzata alla definizione di procedure omogenee e sostenibili, di concerto con i Comuni delle diverse aree territoriali, previa anche analisi comparata tra Iris e Cissabo. Le modalità di definizione delle quote e la loro entità in un ente strumentale, quale il Consorzio, sono e restano un atto sovrano dell’Assemblea del Consorzio, rispetto al quale il CDA può fare delle proposte, ma sarà poi l’Assemblea a prendere decisioni.
_4. terza sfida. Il welfare generativo di comunità
Il Consorzio proseguirà nella costruzione di un welfare generativo di comunità. Per un nuovo sviluppo Biellese sarà fondamentale continuare ad agire in tal senso stimolando l’impegno della comunità civile insieme a politiche volte a creare coesione e crescita del capitale umano e sociale. Il Consorzio continuerà a portare avanti e monitorare nel prossimo triennio i patti di sussidiarietà già in essere quale strumento idoneo per dare risposta all’esigenza dei cittadini tramite il coinvolgimento del volontariato in ATS con cooperative sociali: patti di sussidiarietà per la realizzazione dell’Accoglienza Plurale con lo sportello casa, per la promozione dell’informazione e la domiciliarità per anziani non autosufficienti (Dal Filo alla Rete) e per i percorsi di autonomia nella disabilità (Vita Indipendente e Vita Attiva).
Continueranno le azioni per favorire una migliore integrazione dei servizi sociali, nella nuova sede del Consorzio attraverso il Centro per la famiglia (Patio, GE.CO, gruppi auto-mutuo aiuto Spaf) in raccordo con i servizi sanitari per la famiglia nonché le attività di protezione, in raccordo col Cissabo e la Città di Biella, delle donne vittime di violenza purtroppo in aumento durante il periodo di lockdown. La riorganizzazione di Spaf e il raccordo sempre più stretto con Asl avranno lo scopo di portare avanti azioni di supporto alla difficile situazione creatasi nei giovani durante il lockdown.

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