BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Delmastro e Pieri: “Superare la crisi sanitaria, grazie al principio della coincidenza degli opposti”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

Durante le festività, misure restrittive e, in alcuni casi, perfino misure di lockdown saranno in vigore praticamente in tutt’Europa nel tentativo di rallentare la diffusione del contagio. La palese incapacità dei governi di fermare la pandemia ed evitare che tali catastrofi si ripetano è stato l’argomento della terza sessione della conferenza dello Schiller domenica pomeriggio, insieme al tema dell’aumento delle carestie e della sottoalimentazione nel mondo, in quanto un adeguato approvvigionamento di cibo è, ovviamente, un elemento fondamentale della salute pubblica. La tavola rotonda ha riunito una serie di specialisti in medicina, sanità pubblica, logistica militare e agricoltura.
Essi hanno risposto all’appello all’azione lanciato da Helga Zepp-LaRouche lo scorso giugno per la creazione di un comitato internazionale non governativo che si batta per garantire un adeguato sistema sanitario in ogni paese del mondo come parte degli obiettivi comuni dell’umanità. La signora LaRouche ha sottolineato due punti di azione di questo comitato, battezzato “Coincidenza degli Opposti”. In primo luogo, ci deve essere una svolta politica che cessi di considerare l’assistenza sanitaria e l’alimentazione come settori da privatizzare e cartellizzare, considerandoli come un’opportunità per fare profitto. In secondo luogo, ci devono essere aiuti immediati, dato che 30 milioni di persone rischiano di morire di fame nei prossimi quattro mesi, mentre devono essere lanciati progetti pilota per consentire una risposta su larga scala da parte di governi, enti internazionali, ecc. Jocelyn Elders, ex ministro della Sanità degli Stati Uniti, è stata tra i primi ad aderire al comitato “Coincidenza degli Opposti” e ad esprimersi con forza per l’azione, dicendo che dovremmo “inventare una nuova coincidenza degli opposti”, un tipo di sistema non mondialista in cui i successi di un paese vengano condivisi con tutti.
La Elders ha incoraggiato i cittadini che subiscono le conseguenze della crisi ricorrendo ad una frase di Martin Luther King: il dialogo di oggi “scolpirà una pietra di speranza da una montagna di disperazione”. All’intervento dell’ex capo della Sanità USA è seguita una vivace discussione sul tipo di programmi che possono essere realizzati, non solo nei paesi avanzati, ma anche nei paesi in via di sviluppo, a cui hanno partecipato vari professionisti che lavorano a vario titolo nella sanità pubblica, molti dei quali sono stati coinvolti personalmente in progetti di cooperazione. In situazioni di crisi le forze armate svolgono spesso un ruolo indispensabile, ma a breve termine, ha sottolineato il generale Peter Clegg (USA), che ha partecipato a “molteplici piccoli progetti, che non erano solo per fare del bene, ma avevano anche funzione di addestramento”.
Tra le molte lezioni tratte dagli interventi delle forze armate nella lotta contro le epidemie come l’H1N1 e Ebola in Africa occidentale, c’è quella che servono sistemi mobili per servire le comunità, ha detto il dottor Walter Faggett, attualmente docente di medicina di famiglia alla Howard University e che ha prestato servizio negli interventi delle forze armate in diversi paesi, anche in programmi di addestramento per i civili. Il tema delle unità sanitarie mobili è stato ripreso dalla dottoressa Khadijah Lang, leader della National Medical Association, che ha dato un resoconto su molti Paesi dell’Africa dove lavorano team provenienti da università tradizionalmente afroamericane.

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