BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Il problema dell’Europa non è la Cina, ma il Green Deal dell’UE”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

In un articolo datato 5 dicembre, Helga Zepp-LaRouche osserva che la domanda principale che tutti i pensatori dovrebbero porsi oggi è “come può la comunità internazionale trarre insegnamento dall’esperienza del Covid-19 e garantire che non saremo mai più così impreparati ad una nuova pandemia?”. Ormai è generalmente riconosciuto che i Paesi asiatici sono stati in grado di affrontare la pandemia meglio dell’Occidente; ergo, dovremmo imparare qualcosa dall’Asia. Inoltre, la locomotiva dell’economia mondiale oggi si trova chiaramente in Asia, sottolinea la signora LaRouche, soprattutto dopo la firma, il 15 novembre, del trattato commerciale RCEP da parte di 15 paesi asiatici che rappresentano circa un terzo della popolazione e della produzione economica globali.
Anche se ciò offre enormi opportunità economiche all’Europa, c’è una forte tendenza geopolitica a cercare, al contrario, di fermarne la crescita. In questo contesto, la signora LaRouche cita il recente articolo di un certo professor Thomas Straubhaar su Die Welt, che sostiene che “il nuovo ordine mondiale della Cina mette in pericolo il modello economico tedesco”. Il malaccorto professore è inorridito dal fatto che l’iniziativa Belt and Road di Pechino miri a creare uno “spazio economico eurasiatico” dalla costa orientale della Cina all’Oceano Atlantico in Europa, “che si irradia fino all’Africa”. Un tale spazio economico, teme, “colpirebbe al cuore il modello economico tedesco e lo distruggerebbe”.
Ebbene, questo non sarebbe il caso, secondo la signora LaRouche, “se il modello economico tedesco consistesse nel promuovere mercati in crescita e clienti sempre più ricchi”. Ma lo sarebbe, se l’unico scopo fosse quello di proteggere la bisca speculativa alla Wirecard. Per un tale modello infatti, “gli investimenti in progetti infrastrutturali sono davvero un pericolo enorme, perché bloccano a lungo una liquidità attraente, che altrimenti potrebbe essere utilizzata splendidamente nella speculazione! La vera minaccia per l’industria e l’economia tedesca non è la Cina, spiega Helga Zepp-LaRouche, ma “l’ideologia autodistruttiva del Green Deal europeo, che costringe i settori industriali high-tech, che richiedono elevate densità di flusso energetico per produrre, a riconvertirsi in costose alternative”.
La Cina sta investendo nell’energia nucleare, in particolare nell’energia di fusione, e ha appena acceso il reattore sperimentale HL-2M Tokamak, a Chengdu… Ma la Germania sta sperperando le sue risorse in ciò che è ‘verde’ e riduce la produttività”. In conclusione, la presidente dello Schiller Institute propone che la Germania e le altre nazioni europee, “ripudino la dittatura ‘verde’ della burocrazia UE”, e accettino l’offerta della Cina di cooperare “all’industrializzazione dell’Africa, dell’Asia sud-occidentale e dei Balcani”. Questo non solo creerebbe i presupposti per fermare la migrazione di massa dai Paesi più poveri, ma aprirebbe anche mercati dinamici e in crescita per l’economia tedesca ed europea.

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