BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Coronavirus: attenzione al pericoloso pendio verso l’eutanasia”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

Il fallimento del mondo transatlantico nel fermare la pandemia di COVID-19, soprattutto se paragonato al relativo successo nei paesi asiatici, solleva un quesito fondamentale. L’Occidente considera ancora prioritario salvare e proteggere ogni vita umana? O questo valore è stato asservito alla “massimizzazione del profitto”? Il tema è affrontato nel contesto dell’attuale crisi sanitaria in un articolo scritto il 28 novembre dalla presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche. La signora LaRouche osserva che l’apparente contraddizione tra la difesa della vita e gli “interessi economici” “ha portato da tempo a un’erosione dei valori che un tempo erano associati al cristianesimo, basati sulla sacralità della vita umana”. In realtà, la privatizzazione dei sistemi sanitari in Europa, iniziata qualche decennio fa, è stata motivata soprattutto dall’idea di renderli redditizi per gli interessi privati.
Le conseguenze oggi sono evidenti nella mancanza di attrezzature mediche, di posti-letto per la terapia intensiva e soprattutto di personale medico qualificato. Inoltre, sono emerse nuove indicazioni sul “modello svedese, tanto lodato da alcuni, che si basava sul raggiungimento dell’immunità di gregge ed è costato la vita a molti anziani nelle case di riposo. Invece di ricevere trattamenti costosi, sono state semplicemente somministrate loro cure palliative e lasciati morire”. Per quanto riguarda la Svizzera, “uno dei Paesi più ricchi del mondo, le prevedibili carenze di cure mediche hanno portato ad una discussione aperta sul triage di guerra. In Italia, le immagini dell’orrore di Bergamo, dove la scorsa primavera le bare venivano portate via dall’esercito, non sono state evidentemente sufficienti a garantire una preparazione adeguata alla seconda ondata, peraltro perfettamente prevedibile.
Di conseguenza, i medici di Milano ora protestano, dicendo che le decisioni che sono costretti a prendere sono clinicamente ed eticamente inaccettabili. Quanto alla Germania, Helga Zepp-LaRouche ha fatto riferimento ad una sentenza storica emessa lo scorso febbraio dalla Corte Costituzionale tedesca, che ha giudicato incostituzionale il divieto di suicidio assistito commercialmente del 2015. La Corte ha sostenuto che, poiché la Costituzione garantisce il diritto all’autodeterminazione, le persone devono potersi avvalere delle offerte di terzi (suicidio assistito) per porre fine alla vita. L’articolo continua: “Con questo stesso spirito, il canale televisivo ARD ha trasmesso il 23 novembre il film Gott (Dio), come evento televisivo interattivo, tratto dall’opera teatrale di Ferdinand von Schirach, basata sulla storia di un uomo sano di 78 anni che, dopo la morte della moglie, non vuole più vivere e cerca un suicidio assistito.
“Alla luce della pandemia e dei gravi rischi che ne derivano per gli anziani e i malati, questo tentativo, sotto forma di spettacolo teatrale, di dissipare le riserve storiche, dovute al fatto che i nazisti avevano sistematicamente sterminato ‘vite senza valore’, deve essere visto come trovata propagandistica caratterizzata da un cinismo senza precedenti. Ed ha avuto successo: dopo la trasmissione, il 70,8% dei telespettatori si è detto favorevole al diritto al suicidio assistito”. Helga Zepp-LaRouche continua, ricordando che nei processi di Norimberga il dottor Leo Alexander mise in guardia dal pensiero utilitaristico che sta dietro all’eutanasia e che aveva portato alla nozione di “vite non degne di essere vissute”. “Seguire ancora una volta questo pendio scivoloso, nelle condizioni di una crisi economica e finanziaria così grave, può solo essere descritto in Germania come un’amnesia storica”, conclude.

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