BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Delmastro e Pieri: “Covid: l’arroganza impedisce all’Europa di imparare la lezione del successo dell’Asia”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

Finalmente tre media mainstream in Europa hanno deciso di prendere di petto la visione parziale dell’Europa sull’approccio dell’Asia nella lotta contro la pandemia da Coronavirus. Il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung all’inizio di questa settimana ha pubblicato il parere di tre specialisti tedeschi che ritengono che l’Asia orientale abbia avuto successo laddove l’Europa ha fallito: vale a dire “eliminando il Coronavirus, invece di limitarsi a conviverci”. Il Vietnam, ad esempio, con i suoi 90 milioni di abitanti, ha segnalato solo 35 morti dall’inizio della pandemia, mentre la Francia, con i suoi 60 milioni di persone, ne ha avuti 40.000; Taiwan riporta solo 7 morti.
E mentre i principali Paesi europei, Italia inclusa, registrano quotidianamente un numero di contagi superiori ai 20.000, la Corea del Sud riporta una percentuale giornaliera di solo 100 casi. E questo è avvenuto senza lockdown, né in Vietnam, né a Taiwan. Questi Paesi hanno invece adottato tamponi di massa, tracciamento dei contatti con l’aiuto dalla tecnologia, applicazione della quarantena, produzione e distribuzione di mascherine sostenute dal governo (Taiwan), requisiti per le mascherine e controlli dei sintomi. E benché l’Europa possa imparare da questi esempi, così come dalla Cina, troppi preferiscono insistere con arroganza sul fatto che l’Europa non deve diventare uno “stato di sorveglianza” come la Cina.
Il 26 novembre il quotidiano tedesco Die Zeit ha pubblicato un articolo di Vanessa Vu, membro della redazione, che ha paragonato il successo del Vietnam ai fallimenti dell’Europa. Un vantaggio che hanno indubbiamente il Vietnam e le altre nazioni asiatiche è che la popolazione è disciplinata, se si tratta di indossare mascherine, cosa che il 96% di loro fa, la maggior parte già dall’inizio di questa pandemia, mentre in Francia, il 60% della popolazione si dice in disaccordo con misure rigorose. Inoltre, il 29 novembre, il talk show di Anne Will sul primo canale televisivo tedesco ha intervistato la stessa Vu, che ha criticato fortemente l’incoerente politica anti-pandemia del governo tedesco.
Se il Vietnam è “senza Covid”, ha detto, ciò ha a che fare con l’approccio seguito da quello e da altri governi in Asia: le frontiere sono state chiuse molto presto e sono state sviluppate strategie per i test, tutti hanno contribuito allo sforzo, con “nessuno che si lamenta dicendo ‘ho bisogno dei miei petardi (a Capodanno), o delle mie partite di calcio’”. Invece in Germania, Vu ha accusato, ci sono stati infiniti dibattiti, ma senza che venissero prese decisioni concrete e senza che fosse adottata una vera strategia contro il virus. Politici ed esperti si sono impegnati in “tentativi di mettersi in mostra, invece di cercare modi per proteggere efficacemente la popolazione”.

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