BI24_2010/20_CRONACA. Pralungo: notte di follia e alcol per un 60enne. La Polizia lo deve inseguire per ore prima di ammanettarlo

Ubriaco marcio, l’altra notte ne ha combinate di tutti i colori, tanto da riuscire a farsi arrestare dalla Polizia, dopo una serie di follie che sembrano uscite da un film. Stiamo parlando di un 60enne residente a Pralungo, che l’altra sera è uscito sul balcone della sua casa ed ha cominciato a minacciare di morte i vicini, fino a costringerli a richiedere l’intervento del 112.
All’arrivo degli agenti della Questura, l’uomo stava girando per il cortile con un bastone in mano, ma il personale in servizio era riuscito a calmarlo ed a convincerlo a tornare in casa. Tutto finito? Macché… Due ore dopo, ecco partire un’altra chiamata al numero di emergenza ed ecco un’altra pattuglia che si reca a Pralungo.
Questa volta interviene anche un equipaggio del 118, ma il 60enne, armato di pentola, è tutt’altro che disposto a calmarsi: prima accusa i sanitari di fargli male, poi tenta di colpire gli agenti che sono costretti ad usare lo spray al peperoncino, quindi – con un balzo felino – esce sul balcone e salta giù cercando di fuggire per i boschi.
I poliziotti sono costretti ad inseguirlo, lui tenta ancora di colpirli con la padella e poi riesce a dileguarsi, con il favore delle tenebre. Di lui, non ci sono tracce fino al mattino del giorno dopo, quando viene rintracciato a casa di un amico. E la folle “battaglia” personale del 60enne contro la Polizia ricomincia…
Prima lancia alcuni mattoni addosso all’auto di servizio, rompendo anche un paio di vetri, poi scaglia addosso ai due agenti presenti una sedia ed un estintore, ferendoli. Quindi, utilizzando ancora una volta lo spray al peperoncino, il personale in servizio riesce finalmente a bloccarlo e ad ammanettarlo, ponendo fine alla sua notte di follia.
Dopo una decina di ore trascorse in una delle celle di cui è dotata la Questura di Biella, per smaltire la sbronza, l’uomo è stato quindi affidato alle “cure” del Tribunale di Biella, per il processo per direttissima, che si è concluso con la convalida dell’arresto e con l’obbligo di firma nei suoi confronti.

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