BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Delmastro e Pieri: “Elezioni Usa: la Commissione d’inchiesta dello ‘Schiller Institute’ indaga sui brogli”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Il ‘mantra’ dei principali media internazionali, secondo cui le accuse trumpiane di brogli elettorali sarebbero “infondate”, è in realtà parte della frode, ha sottolineato Harley Schlanger, ex portavoce elettorale di Lyndon LaRouche, nel corso di un’audizione promossa il 28 novembre dallo Schiller Institute (SI). Un gruppo di giuristi da Stati Uniti, Messico, Repubblica Dominicana e Argentina, ha ascoltato le testimonianze, oltre che di Schlanger, di William Binney, un importante informatore ed ex direttore tecnico della NSA, del Col. Richard Black, ex capo della Sezione di Diritto Penale del Pentagono, del commissario elettorale del Tennessee Bennie Smith, del senatore della Pennsylvania Mario Scavello e della scrutatrice alle urne della Pennsylvania Leah Hoopes. I media, ha spiegato Schlanger, hanno consacrato Joe Biden come Presidente eletto, prima ancora che fosse presentato uno dei numerosi e previsti ricorsi.
Una raffica di cause legali è stata ora avviata da avvocati che rappresentano il presidente Trump negli “stati in bilico”, cioè Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Georgia, Nevada e Arizona, che sono fondamentali nel determinare l’esito del voto. In tutti questi Stati, i primi spogli, la sera delle elezioni, indicavano un enorme vantaggio per il Presidente Trump, prima che, intorno alla mezzanotte, venisse sospeso lo spoglio dei voti. Quando questo è ricominciato, tra le due e le quattro ore dopo, sono arrivate enormi quantità di voti per Biden e quasi nessuno per Trump. A Detroit, capitale del Michigan, ad esempio, sono comparsi improvvisamente 130.000 voti per Biden e zero per Trump. Secondo l’opinione degli esperti del gruppo di Bill Binney, un simile esito è un’impossibilità statistica e una prova di fatto di una frode elettronica.
In Georgia, Wisconsin, Nevada e Arizona, il vantaggio di Biden è molto limitato e potrebbe essere ribaltato se i voti contestati dal team di Trump venissero rifiutati. Una vittoria in questi Stati darebbe a Trump i voti elettorali necessari per la rielezione. Alla giuria sono stati presentati vari reperti, tra cui quelli contenuti in varie cause legali, e testimonianze oculari di irregolarità, nonché un dossier su Lord Malloch-Brown, presidente della holding della società di software per il conteggio dei voti Smartmatic. Il lord britannico, oltre ad essere un collega di lunga data del megaspeculatore George Soros e membro del Queen’s Privy Council, è da tempo allestitore di “Rivoluzioni colorate”, in cui i brogli elettorali svolgono un ruolo di primo piano. La Smartmatic, insieme a Dominion Voting Systems, ha usato, secondo gli investigatori, algoritmi che hanno spostato voti da Trump a Biden.

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