BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Denunciato il ‘Grande Gioco’ britannico nel Nagorno Karabakh”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

Ad eccezione dell’EIR, c’è stato quasi un ‘blackout’ nei media occidentali sul sostegno britannico alla Turchia nel fomentare la crisi del Nagorno Karabakh. Armeni e Russi, al contrario, hanno denunciato il “grande gioco” di Londra, ovvero l’uso della Turchia per indebolire la Russia in Eurasia. Alcuni articoli sull’argomento, pubblicati in Russia e in Armenia, sono citati nel settimanale francese Courrier International del 17 novembre. Un nome che continua a venire fuori, scrive il settimanale francese, è quello di Richard Moore, attuale capo dell’MI6 britannico dal luglio 2020 e amico trentennale del presidente turco Erdogan. Moore parla correntemente la lingua turca ed è fortemente anti-russo.
Il 15 novembre, il sito russo Fond Strateghičeskoj Kul’tury (FSK — Fondazione per la Cultura Strategica) ha pubblicato un post intitolato “La Gran Bretagna rilancia il grande gioco”. Moore è “una persona molto seria” ed esperta, nota il sito russo. “A quanto pare, Londra ha fatto della Turchia un ‘ariete’ per far avanzare le sue pedine, ed Erdogan è abbastanza felice che la Gran Bretagna sostenga il suo progetto”. L’articolo cita l’ex primo ministro armeno Hrant Bagratyan, che ha dichiarato apertamente: “Tutto ciò che sta accadendo ora è un’operazione dei servizi segreti britannici e personalmente di Richard Moore, un caro amico del principe Carlo”.
Il giornale armeno Noev Kovcheg ha scritto che le ambizioni geopolitiche panturche di Erdogan “sembrano essere sostenute dai seguaci ed eredi del colonialismo britannico”. L’articolo ricorda che non appena Moore è stato nominato capo dell’MI6, molti esperti russi “hanno preconizzato una destabilizzazione ai confini della Russia”. L’orientalista russa Karina Georgyyan scrive nel giornale armeno NovostiNK che il Regno Unito è “tra gli istigatori della seconda guerra in Karabakh”. Secondo lei, la “Turchia neo-ottomana e neo-panturca potrebbe essere considerata da Londra una piattaforma per destabilizzare il Caucaso meridionale ed estrometterne la Russia”.
Il sito di notizie russo Regnum nota che non è un caso che appena due giorni dopo la firma dell’accordo di cessate il fuoco, Richard Moore si sia recato ad Ankara, con ogni probabilità per incontrare Erdogan. Tornando al sito di FSK, l’articolo mostra come gli Inglesi abbiano mestato anche in Armenia, nel portare al potere il primo ministro Nikol Pashinian due anni fa su una piattaforma anti-russa e con il finanziamento di George Soros. Ma Pashinian ha comunque firmato il cessate il fuoco, il che dimostra che non è “totalmente controllato dall’Occidente”.
Mentre l’obiettivo dell’alleanza turco-britannica era quello di destabilizzare la zona di influenza russa nel Caucaso, l’autore osserva che “all’ultimo momento qualcosa non ha funzionato”, e i soldati russi sono entrati nel territorio del Nagorno Karabakh. L’articolo conclude quindi che “il successo della strategia britannica è stato limitato”. “Le truppe russe sono dispiegate in Nagorno Karabakh, senza osservatori turchi [o caschi blu]”. Pertanto, l’efficacia dell'”ariete turco” è discutibile.

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