BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE. Rossi e Valle, Pd: “Medici: ancora niente dati certi ed ancora troppe difficoltà per le assunzioni…”

_Domenico Rossi, Daniele Valle (consiglieri regionali Pd)
In questi giorni, mentre andava in onda l’ennesimo show propagandistico della Lega sulla sanità piemontese, nel corso del gruppo di lavoro di indagine sull’epidemia da coronavirus i sindacati dei medici ospedalieri hanno denunciato ancora difficoltà sulle assunzioni e l’impossibilità di ottenere dati sulle assunzioni e sugli accordi con le università.
Persiste un’ansia di voler raccontare che tutto va bene, mentre la realtà è tutta un’altra e porta la stessa Giunta di centrodestra a tenere cautelativamente chiuse le scuole. In particolare, è emerso che le politiche di incremento dei posti letto, anche se in ritardo rispetto al dilagare della seconda ondata, non sono state infatti supportate da adeguate politiche sul personale.
Non è chiaro infatti se e come la Regione Piemonte stia facendo ricorso al c.d. decreto Calabria che, da mesi, consentirebbe l’assunzione di specializzandi del 4° e 5° anno nelle specialità più esposte e necessarie, in primis rianimatori e medici di pronto soccorso. Eppure si tratterebbe di professionisti con un elevato gradi di specializzazione e autonomia.
Si preferisce, invece, coinvolgere medici non equipollenti, per i quali, però, non è stato predisposto alcun percorso specifico di formazione durante la pausa estiva; e si ricorre molto ai contratti a partita iva legati all’emergenza Covid, i cui costi verranno ripagati dai ristori statali, anche per coprire l’ordinario turnover dei pensionamenti e delle dimissioni. Ma è una scelta poco competitiva in termini di attrattività e dettata solo da ragioni economiche.
L’abbandono continuo di professionisti, non sostituiti, sta diffondendo peraltro il ricorso a cooperative che inviano medici a gettone, ormai presenze esclusive in alcuni ospedali (Lanzo, Ciriè…), con grave nocumento alla qualità dell’assistenza sanitaria offerta. E’ tempo di finirla con la propaganda e affrontare le tante spine del caso Piemonte.

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