BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA/2. Daniele Camatel: “Cosa hanno in comune Dubai e… Valle San Nicolao? Assolutamente nulla perché…”

_Daniele Camatel
Il titolo è volutamente provocatorio: che cosa hanno in comune Dubai e Valle San Nicolao? Assolutamente nulla se non il fatto di essere due esempi assolutamente contrapposti. Alla fine degli anni 70 a Dubai vi era il deserto, oggi è una delle città più ricche e cosmopolite al mondo. Come è avvenuto questo miracolo? Dalla necessità, dal lavoro e dalla lungimiranza. A Valle San Nicolao invece alla fine degli anni 70 vi era praticamente tutto (come del resto in tanti altri paesi limitrofi): asilo, scuole elementari, scuole medie, negozi quali panetteria, merceria, macelleria, alimentari, tabaccheria, giornali e persino servizio taxi, discoteca, bar, fontane pulite, strade ben asfaltate e un cantoniere che puliva strade e cunette.
Un bel paese insomma, pulito, ordinato, decoroso, dove anche la gente “vedeva e provvedeva”.
E poi cosa è successo? Faremo prima a dire cosa non è successo, nel senso che non si è neppure riusciti a mantenere ciò che già c’era, perdendosi dietro il “gioco dello scaricabarile” delle competenze tra Comuni e Provincia. Il risultato ce lo abbiamo tutti sotto agli occhi, mentre le amministrazioni tutte hanno continuato a elargire consulenze e stipendi, poco niente è stato fatto per il territorio e abbiamo continuamente perso terreno rispetto al resto del mondo. Ma vi è di più, è stata persa non solo la voglia di fare ma anche quella di reclamare o semplicemente di “vedere e segnalare” situazioni che rasentano il paradossale o addirittura il pericolo.
A Valle San Nicolao ad esempio è stata messa la fibra per internet in vari punti del paese lungo la strada provinciale orami da parecchi mesi, ma non è disponibile per la popolazione, tanto che a marzo dopo varie richieste al Comune chi ha avuto necessità di lavorare da casa ha dovuto subire una spesa personale media di 500 euro per avere una connessione efficace. A poche centinaia di metri dalla piazza Comunale vi è un ponte sulla strada provinciale con una ringhiera arrugginita e pericolosa, riparata in maniera posticcia circa 40 anni fa, e sempre nelle vicinanze una porta arrugginita aperta e senza lucchetto, che porta ad un “baratro” di parecchi metri in una sorta di acquedotto.
Situazioni queste non solo paradossali e indecorose ma anche di particolare pericolo soprattutto per bambini che dovessero malauguratamente affacciarsi sul ponte per non parlare del sito con la porta aperta sul baratro ormai da anni, che grida pericolo e soprattutto vergogna! A poco importa di chi sia la competenza, se Provinciale o Comunale, quello che vogliamo segnalare è che tanti altri prima di noi avrebbero dovuto dire, vedere, segnalare e magari anche provvedere. Non bisogna attendere che qualcuno si faccia male o “scappi il morto” come spesso avviene in Italia. Abbiamo perso anni di lavoro, di opportunità e anche la speranza ma noi non ci arrenderemo mai, l’amore per la Patria passa ed inizia proprio dall’amore per il paese dove si abita. Attendiamo!

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