BI24_2010/2020_CRONACA. Biella: ancora violenza in carcere. Un detenuto tunisino, per una partita di calcio, manda all’ospedale tre agenti

Dopo un periodo di relativa calma, nei giorni scorsi è tornata la violenza tra le mura del carcere di Biella. Tutto è nato da una normalissima partita di calcio tra detenuti: uno di essi, un uomo di origini tunisine, essendosi fatto male ha chiesto di essere portato al reparto infermeria dove, dopo essere stato visitato, gli è stata riscontrata una piccola distorsione alla caviglia. A causa dell’infortunio, il detenuto è stato subito sospeso dall’attività sportiva, ma la decisione dei sanitari del carcere non gli è andata giù: ha iniziato ad agitarsi ed a chiedere che il certificato medico appena compilato, venisse strappato. Quando gli è stato spiegato che non era possibile, lo straniero ha scatenato il finimondo.
Prima ha messo le mani addosso a chi lo aveva appena visitato poi, non contento, ha preso a morsi, calci e pugni, i tre agenti di Polizia Penitenziaria accorsi per cercare di calmarlo, che sono poi stati condotti al pronto soccorso dell’ospedale di Biella e refertati con dieci giorni di prognosi. “Alla Casa Circondariale di Biella – è il commento di Raffaele Tuttolomondo, segretario regionale del Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria – purtroppo, si è persa la totale gestione del sistema e si registra un malcontento generale tra tutto il personale di Polizia Penitenziaria. Servono con la massima urgenza nuovi agenti per ampliare il personale e mezzi per contrastare questo sistema fallimentare”.

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