BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Appello per una Resistenza mondiale contro la dittatura delle banche centrali”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Il seguente appello di Helga Zepp-LaRouche è stato reso pubblico dallo Schiller Institute il 19 novembre.
Settantacinque anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, il mondo è minacciato da una nuova dittatura di carattere, si usa dire (da cretini!) ‘fascista’. Questa volta si tratta del tentativo delle principali banche centrali, della City di Londra e di Wall Street, di consolidare il controllo totale sugli investimenti finanziari a vantaggio dei super-ricchi, a scapito dei ceti medi e dei poveri di tutto il mondo. La “transizione ecologica” da loro spacciata implica una distruttiva presa di controllo finanziario delle economie, nascondendo il saccheggio dietro la vernice “verde”.Lo chiamano il “Grande Reset”.
Con il pretesto di ricostruire l’economia mondiale dopo la pandemia di COVID-19, i principali banchieri privati e miliardari intendono attuare un “cambio di regime”, in modo che la politica di bilancio non sia più esercitata dai governi eletti, ma direttamente dalle banche centrali private e dai principali attori finanziari. Così, in questa fase finale della pluridecennale politica neo-malthusiana a favore degli speculatori, essi avrebbero il controllo definitivo su tutti gli investimenti, che sarebbero destinati solo alle “tecnologie verdi”, tagliando così fuori tutti gli investimenti nei settori produttivi dell’energia, dell’industria, dell’agricoltura e delle infrastrutture ad alta tecnologia.
Qualora passasse, questo schema, promosso dal World Economic Forum con una serie di conferenze sul “Great Reset”, significherebbe la fine delle nazioni industrializzate del cosiddetto settore avanzato e la morte di milioni, e poi miliardi, di persone nei Paesi in via di sviluppo, perché c’è una correlazione diretta tra la produttività di un’economia, la densità dei flussi energetici utilizzati nel processo produttivo e il numero di esseri umani che possono essere sostenuti. Se l’intera economia mondiale viene “decarbonizzata”, in quella che Joachim Schellnhuber e i suoi soci già anni fa chiamavano la “Grande Trasformazione dell’Economia Mondiale”, compresa l’uscita dal nucleare, allora il numero di persone che potranno essere sostenute sarà appena superiore ad un miliardo.
E gli altri sette miliardi? Questo approccio, se non verrà fermato, non può che portare al caos e ad una nuova guerra mondiale. Parte integrante del “Grande Reset” è il progetto di introdurre la digitalizzazione del denaro emesso dalle banche centrali (CBDM). Ciò consentirebbe la sorveglianza totale dei dati personali in qualsiasi campo dell’attività economica, completando quanto già in corso con la sorveglianza fisica da parte dell’NSA e del CGHQ. Se l’orientamento della società rimane a vantaggio di un’élite finanziaria privilegiata, ciò sarà usato per eliminare il debito accumulato non pagabile, attraverso svalutazioni ed inflazione, come accadde in Germania nel 1923, a spese sia della popolazione, che dell’economia produttiva.
La digitalizzazione delle monete può trovare applicazioni utili solo se la società è orientata al bene comune. L’attuale sforzo per stabilire un controllo totale sulla politica monetaria e fiscale, cedendolo alle banche centrali nel quadro del “Grande Reset” ed imponendo un Green Deal, si basa sugli stessi princìpi cosiddetti “fascisti” della politica del presidente della Reichsbank di Hitler, Hjalmar Schacht, e deve essere assolutamente respinto.
Noi chiediamo: la separazione bancaria a livello globale con [il ripristino del] la legge Glass-Steagall, la fine di ogni sostegno al settore (speculativo) delle banche d’affari e la chiusura della shadow economy; il ristabilimento delle sovranità nazionali sulle valute; la creazione di una banca nazionale in ogni paese e il ripristino del credito pubblico nelle nazioni sovrane; la creazione di un nuovo sistema creditizio, nella tradizione dell’intenzione originaria di Franklin Delano Roosevelt, riguardo al sistema di Bretton Woods, e dei Paesi non allineati nella Conferenza di Colombo del 1976. L’obiettivo primario è quello di aumentare il tenore di vita di ogni essere umano sul pianeta come precondizione per la pace e di superare tutte le sfide attuali, come la pandemia, la fame nel mondo e la povertà; un massiccio aumento della produttività attraverso il passaggio a nuove piattaforme economiche basate sull’uso commerciale dell’energia da fusione termonucleare e sulla cooperazione internazionale nella ricerca e nei viaggi spaziali.
La scelta fondamentale che determina il nostro futuro e quello delle generazioni a venire è tra una società di sorveglianza di massa sotto il dominio della finanza fascista “verde” e un mondo di distensione, intesa e cooperazione tra tutti i popoli e le nazioni, alla stregua in cui tutti gli umanisti hanno posto le sfide del passato. Ci battiamo per questo.

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