BI24_2010/2020_REGIONE PIEMONTE/1. Mosca, Lega: “I nostri impianti sciistici, hanno un fatturato secondo solo alla Fiat. Conte lo sa?”

_Michele Mosca (consigliere regionale Lega)
Il Piemonte ha 52 stazioni sciistiche per un totale di 274 impianti di risalita. Fermare lo sci significa danneggiare pesantemente un comparto che nella nostra Regione ha un fatturato che, per intenderci, è secondo solo alla FIAT. Questi numeri devono essere chiari anche al Governo, che forse oggi dimentica i 2000 dipendenti del mondo sciistico piemontese, i 70 milioni del valore degli skypass e i 700 milioni l’anno della macchina che lavora intorno agli sport invernali.
Conte pare abbia già deciso il futuro delle montagne e delle vacanze dell’imminente stagione invernale maltrattando ancora una volta il nord e le regioni guidate dal centrodestra anziché cercare un accordo che consideri anche altre esperienze, come ad esempio quella austriaca o svizzera. Eppure la Conferenza delle Regioni ha approvato un dettagliato documento con le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali, al quale doveva seguire un confronto con il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo.
Le Regioni hanno quindi concordato, assieme alla Federazione Italiana Sport Invernali, valutazioni, norme e precauzioni. Se il Governo non vuole darne seguito, deve assumersene la responsabilità, non potendo stavolta scaricarla sulle Regioni. Rischiamo di avere gli impianti aperti in Svizzera e in Austria e chiusi soltanto da noi, con ricadute insostenibili non solo per il 2020, ma anche per gli anni successivi che si ripercuoteranno sul futuro dell’economia di montagna e di chi vi ci vive e vi ci lavora, considerando maestri di sci, addetti nell’impiantistica, lavoratori di noleggi, di negozi, bar e ristoranti si superano le 10.000 persone solo in Piemonte.
Fatte queste considerazioni, ritengo fermamente che sia possibile riaprire il turismo invernale in sicurezza con il rispetto delle regole. D’altronde, lo sci è uno sport individuale, distanziato, all’aria aperta, con naso e bocca coperti e se i problemi vengono rilevati in prossimità della biglietteria e durante la risalita, si seguano le linee guida della Conferenza delle Regioni.

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