BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA/1. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Dopo il colpo di stato, la Bolivia sta tornando come ai tempi di Morales…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
In un clima da festa popolare, Luis Arce, ex ministro delle Finanze del governo di Evo Morales, e l’ex ministro degli Esteri David Choquehuanca hanno prestato giuramento l’8 novembre, rispettivamente come Presidente e vicepresidente della Bolivia. Il 18 ottobre avevano vinto le elezioni con il 55,10% dei voti contro il 28% del secondo classificato riportando al potere il Movimento per il socialismo (MAS), quasi un anno dopo che il presidente Morales è stato spodestato con un colpo di stato in stile Maidan, gestito dalle forze oligarchiche di estrema destra con l’appoggio del Dipartimento di Stato americano.
Il giorno successivo, nella città argentina di La Quiaca, al confine con la Bolivia, si è svolta un’emozionante cerimonia binazionale, in cui Evo Morales, che aveva trovato rifugio politico a Buenos Aires, si è accomiatato dal Presidente argentino Alberto Fernández. Morales, visibilmente commosso, ha espresso la propria gratitudine a Fernández per avergli salvato la vita e per averlo accolto in Argentina. Ha ricordato che quando si era rifugiato nella giungla boliviana dopo il colpo di Stato, fu salvato da un aereo dell’aviazione messicana e sostenuto sia da Fernández – all’epoca appena eletto – sia dal Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador (AMLO).
I due leader agivano sulla base della difesa della sovranità della Bolivia e del principio secondo cui nessuna nazione ha il diritto di intervenire negli affari interni di un’altra nazione. Il neopresidente boliviano Arce è stato l’architetto della politica economica attuata da Evo Morales, durante i suoi 13 anni di presidenza dal 2006 al 2019. Quel governo ha presieduto ad una straordinaria trasformazione dell’economia boliviana e ad un notevole innalzamento dei livelli di vita della cittadinanza, in particolare tra la popolazione in gran parte indigena. La povertà è stata ridotta dal 38,2% al 15%, il tasso di crescita annuale è stato costantemente del 4,5% e i giacimenti di idrocarburi sono stati rinazionalizzati.
Inoltre, il governo ha promosso la scienza e la tecnologia, in particolare lo sviluppo dell’energia nucleare e persino dell’energia da fusione, e si è dedicato all’istruzione scientifica dei giovani. L’ente nucleare russo Rosatom ha iniziato la costruzione di un centro di ricerca e sviluppo di tecnologia nucleare all’avanguardia nella città di El Alto, mentre la Cina si è impegnata a sviluppare i grandi giacimenti di minerale di ferro di Mutun vicino al confine brasiliano.
La Bolivia ha aderito all’iniziativa Belt and Road nel 2018. Dopo la vittoria di Arce, il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente cinese Xi Jinping hanno dichiarato l’intenzione di lavorare con il nuovo governo per riprendere i progetti di sviluppo strategico cancellati dal governo golpista. Da parte sua, il presidente Arce ha promesso di continuare a industrializzare la Bolivia, lavorando con la Cina e la Russia, e di procedere con la costruzione di un corridoio ferroviario bi-oceanico sostenuto dalla Cina “per unire l’Atlantico al Pacifico attraverso la Bolivia”.

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