BI24_2010/2020_CRONACA. Rissa al Villaggio: blitz della Polizia, altre otto persone finiscono nei guai. Per cinque di loro, sono scattate le manette

Proprio in queste ore, a conclusione di una serrata e complessa attività d’indagine avviata a seguito dei fatti accaduti la sera del 16 settembre 2020 nel quartiere Villaggio Lamarmora, la Squadra Mobile della Polizia ha dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Biella nella giornata dei ieri che ha condiviso le risultanze investigative della Procura. Sono altri 8 i soggetti che quella sera avevano partecipato alla rissa. Il Gip ha disposto: la custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 di essi, B. R. 45 anni; B. D. 48 anni; P. G. 32 anni; B. R. 26 anni; P. D. M. 29 anni; gli arresti domiciliari nei confronti di S. A. 25 anni; S. N. 23 anni; C. V. 53 anni; l’obbligo di presentazione alla P.G., nei confronti di I . P. V. di 54 anni.
L’esecuzione del provvedimento odierno costituisce l’esito di una complessa attività d’indagine, diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Biella Dott.ssa Sarah Cacciaguerra, e portata avanti dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Biella. Tutto trae origine dall’intervento effettuato dal personale della Questura di Biella, alle 21,20 circa del 16 settembre 2020, all’altezza del civico 5 di Via Mongrando nel Quartiere “Villaggio Lamarmora” ove era in corso una violenta rissa che coinvolgeva numerosi soggetti appartenenti a due opposte fazioni riconducibili alle famiglie Bottone e Marotta, già note per diversi screzi reciproci occorsi in passato.
Già all’esito dei primi accertamenti condotti dalla polizia sul posto, si rilevava che diversi corissanti avevano riportato lesioni personali di varia natura ed entità, provocate anche dall’utilizzo di armi improprie (martelli, aste metalliche, bastoni, mazze da baseball, coltelli da cucina) rinvenute e sequestrate nel corso dell’intervento medesimo. In particolare, il 45enne M. V. veniva rinvenuto, al suolo e sanguinante, evidentemente ferito al volto da ciò che, a seguito di ricovero in prognosi riservata, nonché a seguito dell’analisi balistica del frammento estratto dal cranio del ferito stesso, sarebbe risultato essere un proiettile sparato da un’arma da fuoco di piccolo calibro (cal. 6.35).
L’attività immediatamente esperita conduceva all’arresto, in flagranza di reato, di B. N. 25 anni, M. D. 40 anni, M. D. 27 anni e M. S. classe 1993, nonché al deferimento in stato di libertà di numerosi altri corissanti. Successivamente, l’attività tecnica d’intercettazione telefonica su diverse utenze, unitamente alle dichiarazioni testimoniali di alcuni soggetti presenti ai fatti e all’acquisizione di due filmati ritraenti alcune concitate fasi della rissa in questione, nonostante la paura degli abitanti del quartiere a collaborare con le forze dell’ordine, permetteva in un primo momento di meglio delineare ed accertare la responsabilità di B. S. classe 1982, per il reato di tentato omicidio ai danni di M.V.
B.S., infatti, dopo essersi dato alla fuga, su disposizione dell’autorità giudiziaria, veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto e rintracciato dagli investigatori in Emilia Romagna. Lo stesso durante l’interrogatorio effettuato dal Sostituto Procuratore e dagli investigatori ammetteva la sua responsabilità, indicando il luogo in cui aveva nascosto l’arma. Effettivamente l’arma, una pistola beretta calibro 6.35, veniva ritrovata completa di caricatore e cartucce, tra gli alberi presso una riva scoscesa a forte pendenza grazie all’ausilio del personale SAF dei Vigili del fuoco. L’attività d’indagine ha cosi consentito di raccogliere rilevanti elementi idonei per circostanziare le condotte illecite tenute dagli altri indagati e portare all’applicazione delle misure cautelari odierne.

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