BI24_2010/2020_IL BIELLESE IN LUTTO. “Cascina Rovet” e la famiglia Ferrero, piangono la scomparsa di Callisto. Il ricordo del nipote

_Andrea Ferrero
Un componente della famiglia Ferrero ci lascia e con lui un piccolo pezzo di storia di Cascina Rovet. Caro nonno Calisto, il momento è giunto. Dopo l’ultimo periodo di sofferenze dovute ai “dollari dell’età”, come li chiamavi tu e per l’aggravarsi della situazione dovuta al Covid ci hai lasciato. Classe ’31, sei nato poco più sù, alla Cavanna. Torni a Cascina Rovet negli anni ’70, commerciavi bestiame e producevi ottimi salumi e formaggi, sarà poi papà sul finire degli anni’ 90 a costruire la struttura che oggi conosciamo.
Qui ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro, qui mi avete trasmesso la passione per l’allevamento e la cura degli animali, i tuoi amici mi chiamavano Calisto “picìno”. Quante volte mi hai ripreso, quante volte mi hai sgridato. Davo da magiare agli animali e dicevi sempre “la va nen ben”, gliene davo troppo oppure troppo poco a tuo avviso. Di anni ne sono passati da allora, eppure quando venivi a farmi visita non perdevi occasione per redarguirmi sul lavoro, eri fatto così, “barbutùn” ma in fondo buono e le tue imprecazioni in dialetto piemontese mi mancheranno.
Abbiamo litigato a volte, negli ultimi anni hai voluto rimediare agli errori del passato, sapevi di averne commessi (un po’ come tutti in fondo) e come dicevi sempre tu “sei sempre stato un po’ biricchino nella vita” ma sei stato comunque un buon nonno per me e per i miei figli.
Mi dispiace non averti potuto salutare un’ultima volta, che strana la vita! Passiamo il nostro tempo correndo per mille ragioni e a volte dimentichiamo di dedicarne un po’ alle persone che abbiamo attorno. L’emergenza ci ha separato fisicamente e la solitudine ti ha accompagnato verso la fine.

I commenti sono chiusi.