BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Valute digitali, un passo verso la dittatura delle banche centrali”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Un impatto secondario, ma importante, dell’introduzione di una valuta digitale da parte della banca centrale (CBDC) viene descritto da William Campbell, il gestore del portafoglio dell’hedge fund DoubleLine Capital, in un articolo intitolato Bilateral Digital Currency Payments and the Twilight of the Dollar (https://doubleline.com/dl/wp-content/uploads/Bilateral-Digital-Currency-Payments-October-2020.pdf).
“Se lanciate, le valute digitali della banca centrale… metteranno a rischio l’indipendenza della politica monetaria e quel poco che resta della disciplina fiscale all’interno del loro ambito di circolazione. Le banche centrali non si limitano a sostituire la moneta come l’abbiamo conosciuta. In concomitanza con lo sviluppo di valute digitali vere e proprie, le autorità monetarie stanno ideando una nuova struttura di pagamenti elettronici per sostituire il sistema che regola i pagamenti, sia nazionali che internazionali, in uso da decenni. Le banche centrali e la Banca per i Regolamenti Internazionali prevedono una rete di molteplici sistemi di pagamento transfrontalieri con scambi bilaterali diretti tra le diverse valute del mondo. Un regime di questo tipo eliminerebbe la tradizionale mediazione attraverso la valuta di riserva mondiale, il dollaro”.
A proposito della fine al ruolo del dollaro come valuta di riserva, Campbell osserva che la tecnologia “per un tale delinking c’è già o ci sarà presto. Le banche centrali possiederanno l’infrastruttura per far corrispondere le loro riserve di valuta estera al mix di valute e ai saldi della bilancia dei pagamenti – e un giorno spodesteranno il dollaro senza la necessità di incoronare una nuova valuta di riserva”. Una volta decentralizzati i sistemi di pagamento globale con le valute digitali della banca centrale, “il mondo potrebbe annullare l’esorbitante privilegio di cui godono gli Stati Uniti come emittenti della valuta di riserva mondiale e mettere sotto pressione strutturale il dollaro per deprezzarlo”.
Anche se questa prospettiva può apparire allettante a molti, chi se ne rallegra trascura il fatto che ciò comporta anche la completa de-nazionalizzazione della sovranità monetaria e la dittatura finale delle banche centrali sui governi. In un precedente articolo datato 2 ottobre, Campbell si è occupato di altri aspetti delle CBDC, tra cui il fatto che le banche centrali assumeranno sostanzialmente il ruolo di banca commerciale e che inonderanno di liquidità l’economia dei consumi accelerando il tasso di inflazione. Ma poiché le valute digitali “accelererebbero la velocità (di circolazione) del denaro”, esse potrebbero portare a un’inflazione molto più alta del previsto”. In effetti, l’inflazione è una brutta bestia. Una volta rotti gli argini, non la si può controllare.

I commenti sono chiusi.