BI24_2010/2020_DA CONFARTIGIANATO/2. Celaschi, Anap: “No ad ulteriori tagli delle pensioni. Bisogna adeguarle all’aumento del costo della vita”

Ancora una volta il Governo fa cassa tagliando le pensioni degli anziani”. È quanto viene dichiarato dal Presidente di Anap Confartigianato Guido Celaschi, sulla base della bozza di Legge di Bilancio 2021 apparsa sugli organi di stampa, nella quale si legge che la rivalutazione annuale piena delle pensioni, bloccata a più riprese da vari Governi da parecchi anni a questa parte, e che doveva andare a pieno regime dal 1° gennaio 2022, slitterebbe al 1° gennaio 2023.
“È dal 2011 che le pensioni subiscono una svalutazione a causa delle leggi che hanno deciso il loro mancato o parziale adeguamento all’aumento del costo della vita – prosegue Celaschi -, a cui si aggiungono un meccanismo di perequazione automatica del tutto inadeguato, quando questo viene applicato, e l’erosione dovuta alla tassazione sperequata e all’aumento delle addizionali locali senza progressività”.
“La riproposizione di un ulteriore blocco sarebbe una profonda ingiustizia ai danni di contribuenti che hanno lavorato e contribuito per un’intera vita lavorativa e che adesso meriterebbero maggiore considerazione da parte dello Stato, tanto più che, nonostante la rilevante perdita di potere di acquisto che hanno subito le loro pensioni e sebbene quasi il 50 per cento di loro sia sotto o vicino alla soglia di povertà, è grazie al loro sostegno che molte famiglie di giovani hanno potuto andare avanti, specialmente nell’attuale periodo di pandemia”.
“Se effettivamente il testo di Legge di Bilancio diffuso in bozza fosse veritiero – conclude Celaschi – , invitiamo il Governo a cancellare quelle subdole righe prima che la proposta di Manovra 2021 sia presentata in Parlamento ed eventualmente invochiamo l’attenzione delle forze di maggioranza e di opposizione affinché si adottino modifiche parlamentari che confermino il meccanismo di rivalutazione piena”.

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