BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Demastro e Claudia Pieri: “Ecco i metodi che sono stati utilizzati per truccate le elezioni americane…” MG_NEWS_LAVORO E POLITICA. Sandro Demastro e Claudia Pieri: “Ecco i metodi che sono stati utilizzati per truccate le elezioni americane…” _Sandro Delmastro delle Vedove _Claudia Pieri Nella summenzionata conferenza del 7 novembre, sono state identificate tre aree in cui sono in corso inchieste sui brogli. Altre se ne aggiungeranno, a seguito delle azioni legali presentate dagli avvocati di Trump. 1. Molti seggi hanno usato macchine con un programma sviluppato dalla NSA e impiegato in altri paesi per cambiare l’esito delle elezioni, chiamato “Scorecard”, che fa parte di un sistema denominato “Hammer”. Come ha spiegato l’ex esperto tecnico della NSA Kirk Wiebe, Scorecard può spostare i voti istantaneamente nel caso in cui il distacco tra i due concorrenti sia inferiore al 3%. L’avvocato Sidney Powell ha affermato alla Fox News che i legali di Trump stanno indagando sull’ipotesi che Scorecard sia stato usato nel sospetto ribaltone ai danni di Trump in una serie di stati. Ciò interesserebbe anche altre nazioni perché, ha detto Wiebe, è stato sicuramente usato per falsare i risultati elettorali in paesi candidati al “regime change” dall’intelligence angloamericano. 2. Dominion Voting Systems, un software usato per tabulare i risultati in trenta stati, è responsabile di quello che è stato chiamato un “errore” nella contea di Antrim, nel Michigan, dove un conteggio manuale ha scoperto che un vantaggio di Trump è improvvisamente diventato un margine di tremila voti a favore di Biden: uno strappo di seimila voti. Nove delle trenta maggiori contee dello stato, e sessantacinque in totale, usano Dominion. Il software è usato in altri ventinove stati, compresa la Georgia, dove lo scarto tra Biden e Trump è inferiore a novemila voti e il riconteggio è in corso. 3. In molte grandi città a guida democratica il voto per posta ha ritardato lo spoglio. Tra queste: Milwaukee, Detroit, Atlanta, Philadelphia e Pittsburgh, dove le schede giunte in ritardo hanno ribaltato il vantaggio di Trump in ognuno dei rispettivi stati in bilico. Nel Michigan, un carico di 130 mila voti è andato tutto a Biden, zero a Trump! Un’altra tattica è stata quella di impedire agli osservatori repubblicani di assistere allo spoglio delle schede. Questo è avvenuto in Michigan, ad Atlanta e in Pennsylvania, dove è stata ignorata un’ingiunzione del tribunale. Le prime dichiarazioni di Biden da “presidente eletto” fanno capire perché sono stati commessi dei brogli così sfacciati per liberarsi di Trump e ribaltare quelle, tra le politiche di quest’ultimo, che minacciano il controllo delle forze di Wall Street e della City di Londra sull’economia. Biden ha detto che avrebbe emesso un Ordine Esecutivo (decreto) per aderire nuovamente all’Accordo di Parigi sul clima e ripristinare gli accordi di libero scambio aboliti da Trump. Inoltre, si vocifera che nominerà consiglieri economici favorevoli al Green New Deal e al pacchetto finanza verde/bolla finanziaria che darà il colpo di grazia ai settori manufatturieri, che invece Trump ha cercato di sostenere.

_FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTRASPORTI-UIL SEGRETERIE REGIONALI DEL PIEMONTE
Lettera Aperta al Presidente della Regione Piemonte ed all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte. Il 13 novembre 2020 Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltrasporti hanno proclamato lo Sciopero Nazionale per la categoria dei settori che fanno capo al CCNL del Multiservizi. Sciopero diventato indispensabile per sostenere il rinnovo del Contratto Nazionale ormai scaduto da oltre sette anni. Immaginiamo che vi stiate chiedendo perchè ci rivolgiamo a voi e non alle controparti datoriali. La risposta è semplice, ci rivolgiamo a voi perchè il tema del rinnovo del CCNL si sta svolgendo in tempi di pandemia e di emergenza sanitaria e voi siete i massimi responsabili istituzionali della Regione. In questi lunghi mesi, in cui abbiamo vissuto anche il lock-down, abbiamo più volte richiesto incontri senza mai ricevere risposte.
Per queste ragioni, abbiamo deciso di inviarvi una lettera aperta, che inoltreremo anche ai giornali, nella speranza che questo possa mettere in luce la condizione in cui lavorano migliaia di addetti dei vari settori del contratto multiservizi. Sono lavoratrici e lavoratori quasi sempre assunti con contratti part-time, che cominciano a lavorare quando le altre persone ancora dormono, mentre le attività non sono ancora iniziate, e che ritornano sui posti di lavoro nel tardo pomeriggio quando le attività si fermano e si svuotano gli uffici. Il loro impegno lavorativo li tiene occupati il doppio del tempo per cui vengono retribuiti. Sono quell’esercito di lavoratrici e lavoratori “invisibili”, occupato a pulire ed igienizzare scuole, ospedali, case di riposo, aziende, centri commerciali, uffici privati e pubblici, compresi i vostri. Sono loro che consentono a tutti noi di svolgere le nostre attività in ambienti puliti e sicuri.
Sono un esercito di circa 600.000 addetti, di cui 50.000 in Piemonte. Sono donne e uomini che guadagnano pochissimo: 7,00 euro lordi l’ora, con stipendi medi mensili di circa 600 euro. Da febbraio sono in trincea esattamente come il personale sanitario, spesso senza dispositivi di protezione adeguati. In molti casi hanno a che fare con Aziende che non sanno neppure cosa siano i Protocolli sulla Sicurezza e, come dice una nostra delegata: “…in tempi di Coronavirus, ci tocca il lavoro sporco per 5 euro netti all’ora…” Forse ora vi è chiaro di chi e di cosa stiamo parlando, oltre alle belle parole servono azioni concrete, serve rinnovare un Contratto Nazionale che garantisca diritti ed una salario dignitoso.
Questo naturalmente lo chiediamo alle associazioni datoriali, a voi invece chiediamo un impegno concreto affinchè queste lavoratrici e lavoratori possano svolgere le loro mansioni con le necessarie tutele per la loro salute. Le lavoratrici ed i lavoratori non vogliono medaglie o riconoscimenti formali, vorrebbero non ripetere l’esperienza vissuta la scorsa primavera e noi sindacalisti non vorremmo più vedere nei loro occhi, come purtroppo abbiamo visto in questi mesi, la paura di essere contagiate , ma soprattutto in loro si vedeva l’ansia e l’angoscia quotidiana di chi sente sulla propria pelle, la responsabilità di non infettare i propri cari , la preoccupazione di chi ha vissuto e continua a vivere giornalmente una dura guerra per evitare che questo subdolo virus non si presenti sull’uscio di casa.

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