BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Il progetto di Wall Street per la politica monetaria post elezioni Usa”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Mentre la seconda ondata di lockdown minaccia l’esistenza di milioni di imprese e famiglie, Wall Street è felicissima, perché spingerà le banche centrali ad emettere più denaro “di stimolo” gratuito. JP Morgan Chase, la più grande banca di Wall Street con i suoi 2500 miliardi di dollari di attività, lo ha espresso apertamente il 2 novembre in un’analisi per i clienti: “Anche se ha un impatto negativo nel breve termine, il ritorno ai lockdown e la conseguente debolezza della crescita rafforzerebbe il mercato azionario [borsistico] al rialzo nel medio e lungo termine, inducendo un maggiore QE [quantitative easing] e quindi una maggiore creazione di liquidità”.

Chiudere l’economia e abbattere il tenore di vita, mentre i mercati azionari e dei valori mobiliari sono in pieno boom: questo è il piano delle élite finanziarie di Wall Street e della City di Londra per il periodo post-elettorale americano, che comprende i seguenti punti: accelerare il QE da parte della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea in modo che le grandi banche ricevano migliaia di miliardi in più di “liquidità”, da aggiungere ai 6000 miliardi di dollari creati tra la fine del 2019 e il terzo trimestre 2020; negare il credito all’economia reale.
Nel corso del 2020, i depositi e gli attivi delle grandi banche sono saliti alle stelle, mentre i prestiti alle imprese e alle famiglie si sono ridotti (vedi
SAS 43/20). L’ex amministratore della U.S. Small Business Administration ha scritto su American Banker il 2 novembre che “i prestiti bancari alle piccole imprese, al di fuori dei programmi di aiuti statali d’emergenza, hanno subito un rallentamento e potrebbero presto congelarsi completamente”. Lo stesso sta accadendo in tutte le economie europee e nei Paesi in via di sviluppo; portare a compimento il “cambio di regime” iniziato nel 2019 facendo assumere alle principali banche centrali il controllo della spesa pubblica, dettando così a chi destinare le misure di “ristoro” alle economie bloccate dal COVID (vedi sotto); avviare l’emissione di “valute digitali” da parte di sette delle principali banche centrali direttamente alle famiglie, alle imprese e agli enti, entro la primavera-estate del 2021.
Le valute digitali delle banche centrali sono lo strumento da utilizzare sia per controllare la spesa pubblica, sia per sostituire il dollaro come valuta di riserva internazionale. Lo scopo dichiarato è quello di creare inflazione. Il vero scopo è quello di mantenere i tassi d’interesse a zero o negativi all’infinito, eliminando i risparmi e gli investimenti produttivi e successivamente eliminando del tutto il ruolo delle banche commerciali nel credito all’economia; realizzare il “grande reset” voluto dalla City di Londra e Wall Street, cioè l’eliminazione totale degli investimenti nell’industria estrattiva del carbone, dell’uso di questa risorsa nella produzione di energia e la graduale chiusura del rubinetto per gli investimenti negli idrocarburi. I fondi si riverseranno invece in una nuova gigantesca bolla finanziaria, chiamata “green new deal” negli Stati Uniti e “green deal” nell’Unione Europea, che prevede lo spreco di centinaia di miliardi di dollari/euro per l’eolico, il solare, le biomasse, ecc.
Questo progetto sarà approvato da una presidenza Biden, mentre Donald Trump lo ha chiaramente respinto, almeno nelle sue principali caratteristiche. Nella conferenza stampa del 5 novembre, Trump ha denunciato il fatto che “a livello nazionale, i principali donatori del nostro avversario erano banchieri di Wall Street e interessi particolari”. Ha aggiunto che “i Repubblicani sono diventati il partito dei lavoratori americani”.

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