BI24_2010/2020_VOCI DA ROMA. Cristina Patelli, Lega: “Animali e lockdown: non lasciamo proliferare i cinghiali. E riapriamo le toelettature”

Come spesso avviene quando si decide di chiudere le attività, qualcosa sfugge ad un’attenta valutazione, specie in termini di rapporto costi/benefici. Ne è sicura l’onorevole della Lega Cristina Patelli, che ha presentato due interrogazioni per definire altrettante attività sospese dal lockdown del 6 novembre: si tratta della caccia, non permessa poiché strettamente valutata in termini di attività sportiva da effettuarsi non nel comune di residenza e la toelettatura per animali da compagnia, giudicata alla stregua dei centri estetici quando, ad una analisi più attenta, è sfuggito al legislatore che molti trattamenti legati alla toelettatura sono necessari per garantire la salute degli animali.
“C’è un errore di fondo nel considerare la caccia come un’attività sportiva – spiega Patelli – che non tiene conto che lo stop alla caccia di contenimento agli ungulati porterà ad un sicuro incremento straordinario della popolazione di cinghiali, con conseguenti giganteschi danni alle coltivazioni e alle persone: purtroppo i cinghiali si spingono ormai sempre di più a ridosso dei centri abitati, e sono uno dei fattori più pericolosi relativamente agli incidenti stradali (a titolo di esempio, nella pur non estesa provincia di Biella lo scorso anno sono stati recuperati dalla protezione civile circa 800 animali). Sono considerazioni che vanno valutate. Già oggi la popolazione di cinghiali è esponenzialmente cresciuta anche a causa dello scorso lockdown, non va permesso che un fenomeno già fuori controllo in moltissime zone del nostro Paese diventi inarrestabile e quindi è necessario permettere ai cacciatori i loro interventi, tanto più che il cacciatore caccia all’aperto, distanziato e non può costituire un elemento di diffusione de contagio”.
Prosegue poi l’onorevole leghista: “Un’altra categoria che non può essere equiparata ai centri estetici di bellezza è la toelettatura degli animali da compagnia. Non possiamo permetterci di fare di tutte le erbe un fascio fermandosi solo al codice ateco, ma serve un’analisi più approfondita. E così ho chiedo al ministro di ripensarci e farsi carico delle richieste provenienti dai padroni di animali da compagnia e dai proprietari di toelettature per animali, al fine di ricomprendere i codici Ateco 96.09.04 (servizi di CURA degli animali da compagnia) tra le attività che possono rimanere aperte anche durante il lockdown, per garantire il benessere animale, la loro igiene e la loro salute, e la pulizia e cura delle abitazioni dei loro padroni, oltretutto si tratta di attività che mantengono il distanziamento, che ricevono su appuntamento e non corrono il rischio di generare assembramenti”.

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