BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA/1. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Erdogan pianifica l’annessione del nord di Cipro come prossima crisi?”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Oltre al ruolo provocatorio svolto nel Nagorno-Karabakh, nel conflitto libico e nell’occupazione in corso della Siria settentrionale, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta preparando una nuova crisi con l’annessione della Repubblica Turca di Cipro del Nord, occupata dalla Turchia dal 1974. Le basi per questo sono state poste all’inizio di questo mese con l’elezione di Ersin Tatar come nuovo Presidente della RTCN. La situazione attuale è il risultato di un cessate il fuoco stabilito da una serie di risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU ed è monitorata da una missione di pace dell’ONU.
Secondo queste risoluzioni, la Repubblica di Cipro detiene la sovranità sull’isola e il nord è considerato territorio sotto occupazione turca. Inoltre, sia la Grecia che la Turchia, così come la Gran Bretagna, hanno alcune responsabilità riconosciute. La Repubblica di Cipro è entrata a far parte dell’Unione Europea nel 2004, ma non è membro della NATO. Qualsiasi tentativo di cambiare lo status dell’isola richiederebbe negoziati tra diverse potenze internazionali. Dopo aver vinto le elezioni con l’aiuto piuttosto evidente di Erdogan, Tatar ha dichiarato che la federazione tra le due parti dell’isola “è morta e sepolta.
Non siamo stati in grado di convivere, non ci siamo riconciliati in più di 50 anni di trattative ed ora è giunto il momento di discutere come possiamo vivere fianco a fianco in due stati separati”. Tuttavia, l’idea di una Repubblica turca indipendente di Cipro non è un punto di partenza, poiché è quasi indubbio che il giorno dopo l’indipendenza essa verrebbe annessa dalla Turchia, non per unire i Turco-Ciprioti alla madrepatria, ma per impadronirsi della sua Zona Economica Esclusiva che si ritiene sia ricca di idrocarburi.
Le affermazioni Tatar secondo cui i Greci della Repubblica di Cipro rifiutano una soluzione che garantisca i diritti dei Turco-Ciprioti non sono serie, giacché, come membro dell’UE, Cipro deve garantire uguali diritti a tutti i cittadini. È anche assurdo affermare che i Turchi e i Greco-Ciprioti non possano convivere, dato che per anni hanno fatto la spola tra le due parti dell’isola. La questione di fondo per i Greco-Ciprioti è quella della vera sovranità.
Anche gli inglesi manovrano da dietro le quinte, dato che hanno due basi militari sull’isola, una sul lato greco e una sul lato turco. In base all’accordo di indipendenza, le basi sono considerate territorio britannico sovrano. Qualsiasi tentativo di Erdogan di cambiare unilateralmente lo status dell’isola creerebbe immediatamente una crisi internazionale che coinvolgerebbe il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come ha sottolineato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una recente visita in Grecia.

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