BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Demastro e Claudia Pieri: “Non bisogna cercare di ‘convivere con il virus’, bisogna riuscire ad eliminarlo…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Già durante i mesi estivi, gli esperti avevano avvertito che l’approccio lassista alla pandemia in Europa sarebbe stato pagato a caro prezzo quando si fosse abbattuta la seconda ondata prevista in autunno. I fatti danno loro ragione. I governi europei hanno reagito con le stesse misure prese in primavera, ovvero un lockdown, più o meno leggero a seconda delle circostanze e della gravità della situazione. Ma i veri esperti avvertono che questa pandemia non scomparirà presto, il che significa che è necessario un piano di battaglia globale per sradicare il virus Covid-19.
In nessun paese si è intervenuto nel settore ospedaliero in modo adeguato, anche se il personale medico, in particolare quello che lavora nelle unità di terapia intensiva, ha più volte lanciato l’allarme sulla carenza di posti letto di riserva e di personale qualificato. In Germania, dove le strutture sono le migliori d’Europa, dei 21.785 posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili, solo 7.559 sono gratuiti, il che significa una riserva di solo il 25%. In termini di personale specializzato per la terapia intensiva, mancano almeno 10.000 addetti.
È tardi, ma non troppo tardi, per rimediare. Una strategia efficace contro la pandemia è quella delineata in una dichiarazione rilasciata il 29 ottobre dal medico berlinese Wolfgang Lillge, che insiste sul fatto che, invece di cercare di “convivere con il virus” per un futuro indefinito, sono urgentemente necessarie misure efficaci per combatterlo e per eliminarlo definitivamente, prima che vada completamente fuori controllo. Lillge ne farà un tema nelle elezioni per il parlamento della città-stato di Berlino e per il parlamento nazionale del prossimo anno, in cui si candiderà come candidato del partito BüSo.
Il primo requisito è quello di effettuare tamponi a tappeto per ottenere una mappa realistica di quanto sia diffuso il virus, cominciando dai grandi centri abitati, per poi estendere i test al resto del paese. Il dottor Lillge indica l’esempio della Cina, ma ancor più quello della Slovacchia, che alla fine di ottobre aveva sottoposto a tampone quasi tutta la popolazione al di sopra dei 10 anni. Inizialmente si può ricorrere a test antigenici rapidi, che impiegano solo 15 minuti per individuare un’infezione virale, per poi sottoporre a un tampone molecolare coloro che risultano positivi. E la quarantena deve essere imposta in modo categorico.
L’esecuzione dei test su 82 milioni di cittadini tedeschi richiederebbe il dispiegamento di circa 1,2 milioni di persone – reclutate tra le fila della polizia, delle forze armate, dei vigili del fuoco, delle organizzazioni di soccorso e di altre associazioni, oltre a volontari di tutti i ceti sociali. L’obiezione che “non ci sono i soldi” che ci si può aspettare da parte del governo, osserva il dottor Lillge, è inaccettabile, poiché i costi dei test di massa sarebbero molto più bassi di quelli della continuazione delle attuali politiche incompetenti.

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