BI24_2010/2020_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Perché la moneta digitale della banca centrale europea è un male…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri
Il 9 ottobre, una nuova divisione della Banca per i Regolamenti Internazionali presieduta dall’ex membro del Consiglio della BCE Benoit Coeuré ha pubblicato le linee guida per sviluppare una moneta digitale delle banche centrali (in inglese: Central Bank Digital Currency, o CBDC), in coordinamento con la Banca d’Inghilterra, la “Federal Reserve”, la “Bank of Canada”, la “BCE”, la “Banca del Giappone”, la “Banca Nazionale Svizzera” e la “Banca centrale Svedese”. Due di queste banche centrali sono state presiedute da Mark Carney, che tuttora fa parte del “Financial Stability Board” alla BIS. Fu lui a proporre per primo una CBDC globale per sostituire il dollaro come moneta di riserva, alla riunione annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole il 22-24 agosto 2019. Bill Campbell, gestore titoli a DoubleLine, ritiene che le banche centrali vogliano usare la moneta digitale per aumentare l’inflazione con iniezioni di liquidità nel sistema.
Tuttavia, “le tentazioni della CBDC non si limitano agli eccessi di politica monetaria. La CBDC sembra costituire un efficace meccanismo per scavalcare le prerogative fiscali, di spesa e indebitamento dei governi e applicare una quasi-politica fiscale. Immaginiamo, ad esempio, la facilità di adottare la Modern Monetary Theory con la CBDC. Con questa, le banche centrali possiederebbero l’impianto per accreditare moneta digitale direttamente sui conti bancari individuali, pronta da spendere col bancomat”. Una CBDC farebbe molto di più: faciliterebbe il compito di eseguire il “cambiamento di regime” in campo finanziario evocato alla stessa riunione di Jackson Hole summenzionata, 1) permettendo il trasferimento dei tassi negativi al denaro contante (colpendo il contribuente) e 2) eliminerebbe le banche commerciali tradizionali. In un’intervista a Forbes il 24 ottobre, Daniel Masters, ex capo del trading energetico a JP Morgan e attuale CEO di Coinshares Inc., ha descritto l’impatto della CBDC sulle banche commerciali e sul sistema creditizio nel suo insieme.
“Oggi – ha detto – le banche centrali emettono denaro e lo affidano a una serie di banche commerciali come Chase e Bank of America. Queste banche fanno due cose: creano prodotti e servizi come i mutui e hanno rapporti con l’utente finale. Penso che ci stiamo muovendo verso un nuovo paradigma in cui le banche centrali emettono CBDC, le banche commerciali cessano di esistere e i servizi vengono rilevati da nuove imprese emergenti e strane, come Compound/Finance, Uniswap, SushiSwap e altre che fanno finanza distribuita, decentralizzata. E perché si dovrebbe porre fine alle banche commerciali? Masters è chiaro: “Le banche centrali hanno dei motivi validi per emettere propria moneta digitale (…) La cosa più importante è che se si toglie denaro fisico dal sistema, si possono imporre i tassi d’interesse negativi”. In altre parole, le CBDC servono a “imporre” le pratiche più distruttive a livello economico, sociale e demografico della storia bancaria.

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