BI24_2010/2020_ORRORE AL TEMPIO CREMATORIO. Biella: altra sconfitta per i Ravetti, i funerali legati alla loro vicenda, non dovranno essere pagati

Altra sconfitta pesantissima per la famiglia Ravetti, titolare sia dell’omonima impresa funebre che della Socrebi, società che si occupava del Tempio Crematorio di Biella, prima che i carabinieri scoprissero che per guadagnare di più, centinaia di morti erano stati per anni bruciati uno accatastato all’altro, facendo venire a galla uno scandalo che ha catapultato Biella alla ribalta nazionale.
I giudici del Tribunale di Biella, hanno infatti dato ragione al Codacons, la storica associazione nazionale che da decenni difende i diritti dei consumatori italiani ed alle decine di famiglie biellesi che ad essa si erano rivolte, dopo che i Ravetti avevano preteso che, a prescindere dalla questione delle cremazioni, venissero pagati tutti i funerali svolti dalla loro impresa funebre, prima che Socrebi si occupasse della… parte finale del processo.
Quelle famiglie, i cui cari dopo la cerimonia venivano buttati uno sull’altro e bruciati insieme senza alcun rispetto per le loro ceneri, non dovranno invece pagare proprio nulla: il giudice Iolanda Villano, ha infatti chiarito che i legami tra Impresa Funebre Ravetti e Socrebi sono così chiari e diretti che, proprio alla luce di questa situazione, chi aveva preso il “pacchetto completo” prima che lo scandalo venisse a galla, non è tenuto a sborsare proprio nulla.

I commenti sono chiusi.