BI24_2010/2020_ORRORE AL TEMPIO CREMATORIO/1. Le famiglie organizzano due manifestazioni, una il primo novembre, l’altra il 5 in Tribunale

In questo Biellese che scende in piazza e protesta per le nuove misure anticovid del governo, c’è anche un Biellese che protesta per lo scandalo, infinito e sempre e comunque triste, del Tempio Crematorio cittadino, dove i defunti venivano buttati uno sull’altro e poi bruciati senza alcun rispetto, sia per i morti che per i vivi. I parenti di quelle vittime, infatti, hanno organizzato una piccola ma significativa manifestazione per il primo novembre, giornata notoriamente dedicata ai propri cari che non ci sono più.
“Alle 16.30 – spiegano gli organizzatori – ci troveremo di fronte al Tempio crematorio per posare 300 lumini e un mazzo di fiori per i nostri defunti e un altro centinaio di lumini ed un altro mazzo di fiori, subito dopo, verranno lasciati all’EcoCentro di via Candelo, dove in questi anni la Socrebi ha gettato i resti delle persone che ci erano care”.
I parenti delle vittime della famiglia Ravetti, si stanno poi anche organizzando per il 5 novembre, quando in Tribunale, a Biella, i giudici dovranno valutare se aprire un secondo processo nei confronti dei titolari della Socrebi – già condannati a 5 anni – per le denunce presentate dal Codacons, in rappresentanza di altre 500 famiglie che, ancora oggi, non sanno bene che fine hanno fatto i resti dei loro parenti morti.
“Dovremo essere in tanti anche in quell’occasione – concludono i parenti delle vittime – perché è importante che tutti coloro che sono stati danneggiati dalla famiglia Ravetti, abbiano diritto ad un processo, ad una condanna e ad un risarcimento per quello che hanno subito”.

I commenti sono chiusi.