BI24_2010/2020_SPECIALE SCUOLA. Quanti problemi in queste prime 2 settimane, ma la soluzione c’è: ignorare la Azzolina

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C’è la questione della misurazione della febbre, quella dei viaggi sull’autobus e quella del divieto, per i professori, di toccare libri, diari e materiali dei loro studenti. Poi ci sono anche quei professori, quei maestri, che adesso vedono i loro allievi come potenziali pericoli, ma per risolvere tutti i problemi di cui sopra, in questi primi quindici giorni di scuola, sono stati fondamentali che hanno messo prima il loro ruolo, la loro “missione”, alle stupidaggini partorite dal ministro Azzolina. Vediamo quindi, attraverso una serie di storie, come se l’è cavata, la scuola biellese, nelle sue prime due settimane di… vita in versione post covid.

_UN PAPA’: “QUEL FOGLIO FIRMATO, CHE PERMETTE ALLA SCUOLA DI VACCINARE MIO FIGLIO SENZA AVVERTIRMI…”
Storia incredibile ed inquietante, quella ha deciso di raccontarci il papà di un ragazzo che frequenta le superiori presso una struttura privata… “Fin dal primo giorno di scuola – spiega l’uomo – il direttore è stato chiaro: c’è un foglio da firmare, non è obbligatorio farlo, ma se i genitori non firmano io non accetto l’alunno a scuola… Alla faccia della democrazia e del buon senso! Alla fine, sono stato costretto a sottoscrivere un documento che dice che in caso si decidano vaccinazioni, l’istituto può effettuarle sugli studenti senza neanche avvertire le famiglie… Non sono un ‘no vax’, ma adesso vivo nell’incubo che a mio figlio, vengano inocular a mia insaputa, sostanze che potrebbero fargli male”.


_UNA MAMMA: “ALLE ELEMENTARI, PROBLEMI RISOLTI GRAZIE AI MAESTRI CHE IGNORANO QUALCHE REGOLA…”
Mia figlia frequenta una delle scuole elementari di Biella. Essendo in prima, diciamo che ha incontrato meno difficoltà di chi è più grande, perché per lei e per i suoi compagni è tutto nuovo e non possono notare le differenze in confronto a prima del covid…”.
E’ la testimonianza di una mamma, che poi ha il coraggio di ammettere quella che è la verità che sta sotto gli occhi di tutti: per insegnare bene, bisogna per forza ignorare alcune delle regole assurde dettate da Azzolina. “…Molto importante per permettere un buon inizio ai nostri piccoli, è stato però l’atteggiamento di molti maestri, che in nome dell’insegnamento hanno evitato di mantenere le distanze dai loro allievi ed hanno ignorato le regole sul passaggio di mano di libri, diari ed oggetti”.


_AULE TROPPO PIENE E PROFESSORI… BIDELLI: ALLO SCIENTIFICO C’E’ QUALCOSA CHE NON VA
Un’altra testimonianza “sul campo”, arriva invece da uno studente che frequenta il Liceo Scientifico: “In queste prime settimane, tra in tutte e tre le sedi della nostra scuola – spiega il giovane – ho notato che le classi continuano ad essere affollate, ma soprattutto, ho avuto modo di vedere con i miei occhi, che i professori vengono invitati ad occuparsi della sanificazione delle aule, tra un’ora e l’altra, per la mancanza di bidelli”.


_TRASPORTI: E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, IL BUS PER GLI STUDENTI SONO STIPATI COME LO ERANO PRIMA…
Un’altra situazione in cui le norme anti covid non vengono rispettate e per cui sarebbe oggettivamente difficile forle rispettare, è quella legata ai pullman speciali, che ogni giorno portano centinaia di studenti biellesi, da casa a scuola e ritorno. Per capire come va, basta guardare i bus che ci passano davanti… Sono tutti stipati, anche se bisogna dire che guardando così da fuori, sembra che gli studenti biellesi rispettino la norma base per tenere a bada i contagi: portare sempre la mascherina sul volto, ben calzata dal naso al mento.


_IL CASO: ALLE ELEMENTARI DI SAN QUIRICO A VIGLIANO, PER ORA, L’UNICO BIMBO TROVATO POSITIVO
La realtà, è che in questi primi quindici giorni di scuola post covid, l’unico caso positivo, l’unico giovane trovato con il “Corona virus” ma asintomatico, è stato registrato alla scuola elementare “San Quirico” di Vigliano. E’ stata subito predisposta la quarantena per la classe che frequenta il piccolo e, a quanto è dato sapere, i suoi parenti per ora stanno tutti bene.

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