BI24_FLASH_L’EUROPA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Nella Francia paralizzata da scioperi e dimostrazioni…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Lo sciopero nazionale del 5 dicembre in Francia è stato un grande successo, in particolare per il settore dei trasporti. Hanno partecipato alle manifestazioni in tutto il Paese tra le 800 mila persone e il milione e mezzo di persone, a seconda dei dati forniti, rispettivamente, dalle questure e dai sindacati. Il motivo principale della protesta è la riforma pensionistica, che vuole abolire i trattamenti diversi delle varie categorie, ma il malcontento si estende a molti altri temi. I trasporti pubblici nell’area parigina (metro, autobus e treni) sono stati quasi completamente bloccati.
Gli scioperi hanno proseguito nel ‘week-end’, fino al 9 dicembre. La società di gestione delle ferroviarie linee nazionali e regionali, la SNCF, è stata duramente colpita, col 61%

di adesioni allo sciopero e punte dell’86%, tra i conducenti, e del 73%, tra i controllori. Il 90% dei TGV, i treni ad alta velocità, è rimasto fermo. La maggior parte dei sindacati (CGT, FO, Solidaires, FSU) ha indetto un ulteriore giorno di sciopero per il 10 dicembre, già fatto con grande successo popolare. Sta già creandosi una convergenza di scioperi, che è quanto il governo temeva: gli studenti si sono uniti ai sindacati, i “gilet gialli” si sono uniti alla protesta mentre gli agricoltori sono ormai mobilitati da settimane.
Secondo gli ultimi sondaggi, il 67% dei francesi appoggia gli scioperi nonostante gli inconvenienti che creano. Resta da vedere come reagirà il governo, che ha intanto deciso di ritardare all’11 dicembre l’annuncio dei dettagli della riforma pensionistica, per valutare la forza della mobilitazione. È probabile che ora si apra un tavolo di trattative e che il governo faccia delle ‘concessioni’! Il movimento “Solidarité e Progrès” ha partecipato alle manifestazioni diffondendo un volantino intitolato “Progetto per una vera rivoluzione”, che scongiura di non accettare compromessi pericolosi e di riconoscere chi sia il vero nemico: il sistema neoliberista che ha anteposto i guadagni finanziari di breve termine al bene comune.

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