BI24_FLASH_NO ALLA DISCARICA DI AMIANTO/2. Federica Ilari: “Una speculazione vale più di una vita umana?”

salussola-amianto-generica-biella24

_Federica Ilari
Perché si parla ancora della discarica di cemento-amianto di Salussola? A mio parere perché, ancora una volta, la speculazione vuole prevalere sulla vita umana! L’amianto, o asbesto o Eternit, eterno appunto, è un temutissimo assassino che ha già ucciso, uccide e ancora ucciderà centinaia di migliaia di esseri umani: le sue fibre provocano il mesotelioma, l’asbestosi e altre malattie gravissime, chi viene esposto ha più alta incidenza di contrarre il cancro e una sopravvivenza media inferiore di 7 anni, gli effetti devastanti si manifestano anche dopo 50 anni dalla prima esposizione; in Italia ogni anno perdono la vita non meno di 6.000 persone, un vero e proprio genocidio, il sacrificio di migliaia di vite umane in nome del profitto!
Il composto cemento-carta-amianto, brevettato nel 1901 dall’ingegnere austriaco Hatschek, acquisito poi dallo svizzero Steinmann che iniziò a produrlo, comparve in Italia nel 1907 con lo stabilimento
Eternit di Casale Monferrato e in pochi anni diventammo i maggiori produttori ed utilizzatori dei minerali di asbesto. Ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali contenenti amianto ovunque, nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, nelle scuole, negli ospedali, sui treni, navi, automobili, condutture dell’acqua potabile… ecco perché non possiamo restare indifferenti, è un problema di tutti!
Uno dei primi avvertimenti ci arrivò da “Il progresso del Canavese e delle Valli di Stura”, edito a Ciriè, che nel giugno del 1906 pubblicava articoli riportanti: “fra le industrie pericolose […] le particelle […] vengono a ledere le vie degli apparati respiratori, […] fino al polmone, predisponendole allo sviluppo della tubercolosi, facilitandone la diffusione aumentandone la gravità”, ma il divieto legale della produzione ed utilizzo dell’amianto arrivò nel 1992 con la Legge 257. Il “Piano Nazionale Amianto”, elaborato dal Governo Monti nel 2012 si dimostrò fin da subito privo di qualsivoglia utilità, a parimerito i successivi esecutivi, che si sono limitati sostanzialmente ad una generica presa d’atto della problematica ma sempre senza comprenderne la drammaticità e le sue reali implicazioni sociali, sanitarie, giudiziarie e previdenziali. Anche la Magistratura non ha brillato: al “Processo Eternit” del magnate svizzero, la sentenza fu “assoluzione per prescrizione” (Cassazione, I Sezione Penale, sentenza n. 7941/15).
La Comunità Scientifica mondiale è concorde nell’affermare che l’unico strumento per sconfiggere le patologie asbesto correlate è evitare ogni forma di esposizione a polveri e fibre di amianto. Il Parlamento Europeo ha affermato che l’unica misura effettivamente efficiente ed efficace è l’inertizzazione: “considerando che il conferimento dei rifiuti di amianto in discarica non sembrerebbe il sistema più sicuro per eliminare definitivamente il rilascio di fibre di amianto nell’ambiente, in particolare nell’aria e nelle acque di falda, e che pertanto risulterebbe di gran lunga preferibile optare per impianti di inertizzazione dell’amianto” (“Minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto e prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente” 14 marzo 2013).
Concludo col dire che, a mio parere, oggi non è sufficiente dire “non voglio la discarica vicino a dove vivo” ma è necessario domandarsi: “se tutti concordano che l’unico strumento di effettiva tutela della salute e dell’ambiente, è quello di evitare ogni forma di esposizione, perché sono stati bonificati soltanto 500.000 tonnellate di materiali che lo contenevano, e cioè meno del 2% del totale e ancora si parla di discariche che non assicurano affatto la non contaminazione? Perché non si parla di immediata bonifica e successivi trattamenti che possano rendere inerte e addirittura riciclabile l’amianto?” e se le risposte convergono tutte sul tema “costo” allora vi chiedo: “che costo date alla vostra vita?”.

I commenti sono chiusi.