BI24_FLASH_SPECIALE ‘APPRENDISTATO DUALE’/2. La storia: Elena e la sua vita… “doppia”. Studente e lavoratrice

istituto bona biella interno

(c.s.) Un contratto di lavoro come apprendista mentre si sta ancora studiando tra i banchi di scuola. Questa è l’iniziativa portata a termine dall’Istituto “E. Bona” di Biella che ha riservato questa splendida opportunità di formazione e lavoro ad una sua studentessa durante gli ultimi due anni scolastici. Partito come un progetto sperimentale promosso dalla Regione Piemonte, il Bona ha deciso di intraprendere questo percorso innovativo ed essere tra i primi pionieri sul nostro territorio del cosiddetto “apprendistato duale”. Tale contratto prevede la possibilità per l’allievo selezionato di poter affiancare alle lezioni scolastiche un vero e proprio contratto di apprendistato, caratterizzato da formazione sul luogo di lavoro e attività lavorativa.
Una volta individuato il partner aziendale con cui mettere in atto tale progetto sperimentale (Cooperative Domus Laetitiae e Tantintenti) e dopo un’importante attività di progettazione, è stata selezionata un’allieva frequentante la classe quarta dell’indirizzo Servizi Socio-Sanitari presso la sede di Mosso. Tale percorso, articolato tra lezioni a scuola e giornate di
formazione/lavorative in azienda, ha messo in luce come sia importante il collegamento tra i percorsi di istruzione ed il mondo del lavoro. Infatti, il sistema consente ai giovani di acquisire conoscenze e competenze utili all’inserimento nel mercato del lavoro, grazie alla continua alternanza tra formazione scolastica e formazione “on tre job”, oltre a quello di rendere più significativo l’apprendimento per competenze degli allievi coinvolti.
Elena, l’apprendista selezionata, ha messo in evidenza come tale percorso sia possibile ed efficace solo se tutte le parti coinvolte lavorano in team: la scuola, l’allievo/a, la famiglia, il territorio con le sue aziende. Scuola e azienda hanno lavorato insieme fin dalle battute iniziali del percorso di apprendistato, collaborando per la redazione di un piano personalizzato per l’apprendista; l’allieva, con la sua determinazione e motivazione, ha fatto il resto, rendendosi protagonista di un percorso ricco di soddisfazioni e opportunità. Visto il successo ottenuto con questo progetto, il Bona intende continuare a riservare ai propri studenti questi percorsi innovativi, garantendo una migliore formazione ed un miglior collegamento con le realtà imprenditoriali del territorio biellese.
“Siamo entusiasti – spiega il professor Daniele Belice – del percorso di apprendistato seguito negli ultimi due anni. È stato sicuramente un cammino impegnativo, una sfida inizialmente colta dalla nostra scuola e successivamente da noi insegnanti. Ci siamo resi partecipi di un cambiamento radicale nel modo di pensare la didattica, ma grazie all’impegno di tutti ed in primis di Elena che si è dimostrata essere la persona giusta nel posto di lavoro giusto, possiamo affermare senza ombra di dubbio che la sfida è stata portata a termine con successo. Senza la collaborazione di colleghi e dei tutor aziendali, sarebbe stato impensabile un tale risultato”.
“L’esperienza che ho vissuto – gli fa eco Elena, la studentessa protagonista del progetto – attraverso questo progetto è stata ricca di emozioni. Ho lavorato presso ‘La bottega dei mestieri’ con utenti disabili e adulti fragili, contemporaneamente portavo avanti la scuola e prendevo parte a conferenze con specialisti organizzate dalle due cooperative con cui ho lavorato. E’ stato un percorso diverso dal solito, ho avuto la preziosa opportunità di conoscere la realtà del lavoro in anticipo rispetto ai miei coetanei, ho instaurato rapporti solidi e di amicizia con i miei colleghi che hanno saputo insegnarmi un lavoro ma anche come vivere e come approcciarsi con la vera realtà che c’è al di fuori della scuola”.
“Noi genitori di Elena – spiega il padre della giovane – ci teniamo a ringraziare la scuola per l’opportunità data. E’ stata un esperienza impegnativa ma molto costruttiva, con l’aiuto dei tutor, dei professori, dei colleghi e dei ragazzi con cui Elena ha collaborato e che hanno dato modo di aiutarla a crescere sotto tutti i punti di vista”. “È stato un Apprendistato che ha permesso di creare uno spazio di innovazione – concludono Roberta Geria e Giorgia Colpo delle cooperative che hanno partecipato – dove favorire e curare un Talent Garden. La necessità da parte delle Cooperative è stata quella di individuare una persona tenace, organizzata e molto motivata, in quanto trattasi, secondo il nostro punto di vista di un’esperienza ad alta complessità, essendo a contatto con diverse fragilità”.

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