BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Aureliano Felletti: “Ex Ilva: perché permettiamo ad Arcelor di comportarsi in questa maniera?”

giuseppe conte

_Aureliano Felletti
Leggendo le vicende della società Arcelor sull’affitto d’azienda di Taranto e non solo (tutto il gruppo dell’Ex Ilva), si vede il ‘sali e scendi’ per risolvere il contratto di locazione. Le varie richieste, prima lo scudo, poi si scopre che la società non ha più intenzione di mantenere il contratto di affitto, poi si scopre che i magazzini sono totalmente o in parte vuoti, anzi, sono stati svuotati ed i materiali utilizzati alla faccia degli Italiani, hanno solo allungato il tempo affinché la società conduttrice potesse concludere i propri affari di ‘impoverimento’ e di ‘svuotamento delle materie prime’. Mi sorge una domanda: ma se la società conduttrice abbandona il contratto di locazione, ripristinerà i magazzini che erano esistenti alla firma del contratto di locazione d’azienda? Chi ha sottoscritto tale documento e quali sono le clausole – se ci sono! – in caso di abbandono?
Innanzi a dette domande si trova la spiegazione che l’abbandono del contratto che è dovuto dall’’impoverimento’ della Ex Ilva dallo sfruttamento (tanto sono Italiani) dei beni della società locatrice, lo sfruttamento del personale altamente specializzate e, non ultimo, la crisi finanziaria della società Arcelor. Responsabilità e controlli, credo, al solito, non siano mai stati effettuati nei confronti della conduttrice, solo ora la Guardia di Finanza, i Carabinieri, eccetera, si sono mossi davanti al possibile licenziamento di ben 20.000 persone più tutto l’indotto che una azienda, la più importante in Europa, ha creato, ponendo letteralmente sul lastrico una Regione quale la Puglia ed il Salento.
Soluzioni: agirei come hanno fatto i signori Indiani nei confronti dei nostri Militari della Marina ossia “messa in ‘gabbia’ degli amministratori”, altro che incontri a Roma con il presidente del Consiglio Conte, poi il sequestro di tutti i beni dell’azienda anche quelli Internazionali, l’obbligo della continuazione dell’azienda, tanto per far capire che l’Italia non è terra di conquista, dove tutto si può fare alla faccia delle convenzioni e dei contratti. Soprattutto in risposta a ciò che i signori Indiani hanno fatto nei confronti dei nostri ‘Marò’, forse si è scoperto che il calibro delle pallottole sparate è “Francese” e non “Nato”: di fatti il tracciato di una nave Francese… c’era!

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