BI24_FLASH_LA QUESTIONE. E Rifondazione comunista, invece di pensare ai biellesi, sostiene i ‘compagni’ No Tav…

foto Nicoletta Dosio

_Partito della Rifondazione Comunista (Segreteria biellese)
Le porte del carcere stanno per aprirsi davanti a Nicoletta Dosio, storica leader del movimento No Tav, che ha rifiutato di richiedere le misure alternative. Non richiedere le misure alternative, significa denunciare, con coerenza e coraggio, l’ingiustizia che continua ad abbattersi sul movimento no tav da parte del tribunale di Torino che ha emesso condanne per 1 e 2 anni per una breve occupazione dell’autostrada, senza alcuna violenza, per un reato la cui la pena minima è prevista in 15 giorni.
Nonostante metà degli imputati fosse incensurata non è stata concessa neppure la sospensione condizionale della pena, nessuna attenuante, solo aggravanti, viene riconosciuta una generica pericolosità sociale a tutti, in quanto no tav. Non vieni condannato per quello che hai fatto, ma per quello che sei, un NO TAV.
Noi sosterremo la lotta di Nicoletta e di tutti gli altri compagni e compagne contro questo potere che, mentre inneggia ai giovani dei “Fridays for future” che fa fine e impegna poco, fa affari con la mafia che inquina i territori, mette a rischio la salute e il futuro di tutti, drena una quantità enorme di denaro per alimentare un sistema di affari e speculazioni, il tutto con la complicità attiva dei governi passati e presenti, espressione del partito trasversale degli affari. A Nicoletta e a tutte le compagne e i compagni colpiti dalla vendetta del potere va la nostra solidarietà e il nostro affetto. Liberare tutti, vuol dire lottare ancora.

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