BI24_FLASH_SENZA PELI SULLA LINGUA. Dario Angiono: “L’Italia, il calcio, le critiche alla Var e… la cultura del sospetto”

VAR-

_Dario Angiono
Video Assistant Referee, comunemente chiamata o chiamato come cavolo vi piace, VAR. A partire dal campionato 2017/2018 questo strumento tecnologico, perlomeno in Italia, ha rivoluzionato il modo di vedere e valutare una partita di calcio. Basta critiche alla moviola, basta critiche agli arbitri, un passaggio filosofico che è sfociato nella critica alla VAR e all’interpretazione regolamentare dell’arbitro, praticamente è cambiato nulla. A parte il fatto che non si è tenuto conto di un fattore basilare, l’articolo n. 1 della Costituzione Italiana doveva essere in parte modificato, si doveva passare da: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, a L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla cultura del sospetto, un passaggio che avrebbe trovato conforto non solo nei tifosi di calcio ma in molti cultori della politica.
Bisogna riconoscerlo questo bellissimo strumento ha corretto e non poche volte l’errore arbitrale, ma ha tolto in parte la bellezza di questo sport nella sua spontaneità rappresentativa, non per nulla gran parte dei tifosi inglesi non sono felici dell’introduzione della VAR. Tutto sta da come si valuta la partita, dipende se sei monotematico, dove praticamente tutto quello a favore lo assimili con orgoglio e tutto quello che è contro lo vedi come un complotto, oppure pensi che valutare una partita basandoti solo ed esclusivamente sugli episodi sia invece una limitata capacità interpretativa della partita stessa. Da che parte stare se dico che il calcio è una sequenza situazionale, se ogni situazione ne genera un’altra, dove tutto può essere diverso, dipende da quanto generato precedentemente, dove non ci possono essere risposte su situazioni non accadute, praticamente si generano concetti astratti fine a se stessi che non hanno nessun valore ma soprattutto mancano di sostanza.
Il fatto principale invece sta nei regolamenti, dove tutto dovrebbe essere facilitato nella valutazione invece di esser messo sotto un mantra di difficoltà interpretativo. Il calcio dovrebbe avere un’evoluzione nella sua forma, perché si è modificato tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Uno sport ad esempio che non può più permettersi di essere giocato in inferiorità numerica, l’espulsione deve esserci questo si ma si deve permettere ad una squadra il reintegro di un giocatore, praticamente una sostituzione dettata dal regolamento, l’introduzione del tempo effettivo, 30/35 minuti per tempo per uno spettacolo senza perdite di tempo costruite ad arte, il rigore calciato con la stessa modalità di quando si va a calci di rigore, il fuorigioco quando vi è luce.
Aspetti regolamentari evolutivi che potrebbero sancire un miglioramento strutturale e forse togliere molti dubbi a fronte di quella modifica costituzionale sopra riportata, tutto possibile ma difficilmente attuabile essendo solo una mia tesi, discutibile si, ma su cui sono fermamente convinto. Detto ciò che si lasci pure la VAR, con quanto investito ci mancherebbe altro, un investimento in Italia da 1,5 milioni di euro circa, non male per far felici gli amanti del Bar Sport, sbaglio se dico che certi investimenti potevano essere dirottati da altre parti e che per certi aspetti sarebbe stato meglio, ma questo è un altro discorso. Comunque sia l’invito per ovviare a qualsiasi dubbio è sposare la tesi delle tre varianti, nel calcio al di là di come la si pensi, si vince, si pareggia o si perde, altre varianti non esistono e che la pace sia con voi. Amen…!

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