BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Aureliano Felletti: “Le ossa di Quintino Sella si rivoltano nella tomba, di fronte a Di Maio…”

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_Aureliano Felletti
Mi è venuta alle orecchie una dichiarazione rilasciata dall’Onorevole Di Maio in occasione di un incontro con i nostri rappresentati a Bruxelles, forse ho sbagliato a capire io. Si è definito innanzi al Presidente Francese il miglior statista del secolo per l’Italia. Ora mi faccia capire una piccolissima cosa, visto la mia ignoranza (dal Latino ignorare vuol dire: non conoscere): 1) Da quando l’Onorevole Di Maio è al governo ha combinato più disastri che fatti costruttivi; 2) E’ riuscito fare imbestialire l’Onorevole Salvini facendo in modo che rassegnasse le dimissioni il quale fece scoppiare il Governo 1° Conte; 3) Non è riuscito comporre le questioni della Whirlpool, della Ilva, della Pernigotti, si è impuntato per la TAV, si impuntato sulle grandi Opere da terminare; 4) Orbene se questo Onorevole è il miglior statista del 2000 poveri noi, ma a chi abbiamo consegnato il governo dell’Italia a un personaggio che non ha la ben minima idea di chi e cosa fa uno statista.
Le ossa di Quintino Sella e dei Grandi che fecero l’Italia una nazione Industriale ed economicamente forte si rivoltano nella tomba. Sono ulteriormente sconfortato. Mi creda non ho parole innanzi a dichiarazioni di tal peso. Ma che figura stiamo facendo? Noi siamo una nazione che ha necessità di collaborazione da parte di tutte le altre nazioni d’oltre Alpe perché siamo dei grandi manufatturieri, artigiani, professionisti, medici, avvocati, ricercatori, agricoltori, inventori, eccetera…
Credo assolutamente che, questo figuro, è meglio che ritorni sui banchi di scuola per imparare che cosa vuol dire statista che cosa vuol dire governare che cosa vuol dire salvaguardare la nostra bellissima Nazione (Patria è, purtroppo, un termine ormai in disuso) che cosa vuol dire attirare aziende sul territorio che cosa vuol dire favorire l’occupazione, che cosa vuol dire incrementare il lavoro, l’occupazione dare tranquillità ai giovani che non devono espatriare per vivere, che si sia accoglienza ma calibrata e non selvaggia a chi è veramente profugo (Il Vietnam insegna noi abbiamo inviato una nave in soccorso di questi poveretti che sono fuggiti dal regime comunista e li abbiamo nelle nostre valli) come è accaduto e sta accadendo, eccetera. Il mio rammarico è quello di non poter più partecipare, data la mia età, alle corse politiche. Fortunatamente il mio voto non è stato dato in quella direzione. Forse sono rimasto ancora alle battaglie dei Guelfi e dei Ghibellini: allora si era molto seri e non buffoni!

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