BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Ed in Siria le cose continuano a procedere come stabilito…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Gli sviluppi in Siria nelle due settimane successive all’annuncio del ritiro delle truppe americane seguono un piano ben orchestrato di cui sono a conoscenza solo i capi politici e militari di Stati Uniti, Russia, Turchia e Siria. Tutti gli altri, compresi i politici e i mass media in Europa e negli Stati Uniti, tirano a indovinare quando non cercano di sabotare gli sviluppi positivi.Sul fronte militare, le truppe governative del Syria Arab Army (SAA) hanno potuto riprendere importanti zone di confine senza colpo ferire e, per la prima volta dal 2012, schierarsi sulla linea di confine con la Turchia nella città di Ain Al-Arab. Con l’eccezione di questa città, il SAA ha accuratamente evitato il contatto con le forze armate turche nelle aree considerate parte della “zona cuscinetto” in cui Ankara ha continuato a bombardare le posizioni delle SDF (Forze Democratiche Siriane).
Le operazioni turche su larga scala, tuttavia, sono cessate dopo che il Presidente turco
Erdogan aveva raggiunto il relativo accordo con il Vicepresidente americano Pence. Il SAA ha anche evitato scontri con le truppe statunitensi in ritirata e la televisione di Stato ha mostrato immagini di veicoli SAA che seguivano o scortavano convogli americani al passaggio dei posti di blocco siriani a Raqqa, in direzione del confine iracheno.Va sottolineato che le notizie su presunte fughe di prigionieri dell’ISIS sono fake news. Infatti, esse sono state originariamente diffuse dalle SDF nel tentativo di convincere l’Occidente a intervenire per fermare l’incursione turca. Ma la maggior parte delle prigioni a Hasakeh e Qamishli sono lontane dalla zona delle operazioni turche, ed è probabile che siano rapidamente finite sotto il controllo delle truppe governative siriane.
Solo un campo di prigionia delle famiglie dello Stato Islamico, a Ain Isa, è stato coinvolto nei combattimenti tra le SDF e l’esercito turco.La diplomazia si è attivata per assicurare discussioni politiche immediate per porre fine alla crisi siriana. Il 18 ottobre, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha visitato il quartier generale della NATO a Bruxelles per dare un briefing sull’accordo per il cessate il fuoco nella Siria settentrionale. Pompeo proveniva da Israele, dove ha parlato con Netanyahu per riassicurarlo sull’impegno statunitense alla sicurezza della regione. Allo stesso tempo, una delegazione russa composta dall’inviato in Siria Alexandar Lavrentyev e dal Viceministro degli Esteri Sergei Vershinin si trovava a Damasco per incontrare Bashar Assad. Il giorno prima i due russi avevano incontrato il consigliere di Erdogan, Ibrahim Kalin, e il Viceministro degli Esteri Sedat Onal ad Ankara.Il 22 ottobre, data di scadenza del cessate il fuoco, è in agenda un incontro a Soci tra Erdogan e Putin.
Il 24 ottobre sarà la volta dei Ministri della Difesa della NATO, compreso il Segretario alla Difesa americano Mark Esper, che si riuniranno per discutere di Siria. Quindi il 30 settembre a Ginevra, nell’ambito dell’ONU, si riunirà il Comitato Costituzionale Siriano. Questi colloqui preparano il terreno a un accordo politico finale tra il governo siriano e diversi gruppi di opposizione. A differenza della propaganda antiamericana che continua imperterrita ormai da quando c’è il Presidente Trump, si deve ‘sopportare’ la falsa propaganda voluta dall’Europa! Ma ormai ci siamo abituati e non ci crediamo più!

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