BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA/2. Orcelletto e Spaudo: “Colui che soffre va aiutato e non certamente spinto verso l’eutanasia…”

eutanasia

_Attilio Orcelletto, Raffaella Spaudo
Siamo fermamente contrari all’eutanasia e quella pratica per noi, letteralmente mostruosa, e quindi del tutto inammissibile definita ‘suicidio assistito’. E ciò perché noi personalmente siamo convinti che la vita sia un bene preziosissimo e che dunque sia più che giusto prodigarsi per difenderla ad ogni costo. Anche basandoci su quanto avviene in altri Stati, dove l’eutanasia concerne addirittura un terzo dei decessi, abbiamo potuto costatare che le ragioni di tale scelta sono in genere le seguenti: sofferenza continua e difficilmente sopportabile, grave compromissione delle funzioni motorie, sindromi depressive, noia e apatia.
In realtà sono tutte situazioni superabili, ma si rivela necessario (spesso) il contributo di chi sia in grado di aiutare l’esausto aspirante suicida. Invero vi sono alcune organizzazioni che si definiscono ‘umanitarie’, ma che in realtà intendono e preferiscono lucrare sulle sventura di chi pensa di porre fine alla propria vita. Facciamo bene attenzione! Tali organizzazioni, invece di dissuadere gli aspiranti suicidi. Li incoraggiano ad essere ‘terminali’, solo perché ne ricavano ricchi profitti. Negli ultimi anni la medicina analgesica ha fatto enormi progressi e oggi è praticamente in grado di controllare le sintomatologie più accentuate, che spesso sono tali a causa di una incontrollata autosuggestione mentale.
La depressione e la noia si possono curare e superare, ma da sole certe persone non sono evidentemente in grado di farlo, e proprio per questo hanno necessità di avere un supporto esterno. Diciamocela tutta: nel corso della vira ognuno di noi deve confrontarsi con situazioni sgradevoli e apparentemente insuperabili, che possono invogliare a ‘farla finita’. I mondo e le cure stanno cambiando e migliorando: prendiamone atto e cerchiamo di valutare la grande ‘bontà’ dell’attuale forma della medicina. E, alla fine, un po’ di… ‘sofferenza’ forse ‘aiuta’ a vivere gli anni più avanzati!

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