BI24_FLASH_SENZA PELI SULLA LINGUA. Dario Angiono: “Il 9 novembre è vicino… Trent’anni fa, a Berlino, moriva la politica”

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_Dario Angiono
La ricorrenza si sta avvicinando: 30 anni fa, il 9 Novembre del 1989 cadeva il Muro di Berlino. Una costruzione simbolo della Guerra Fredda, la contrapposizione del blocco occidentale al blocco orientale dall’inizio degli anni Cinquanta. Seduto sul divano, mentre scorrevano le immagini televisive fui quasi un premonitore definendo l’evento come la fine della Politica, la fine delle contrapposizioni ideologiche che avrebbero portato alla mancanza degli ideali e nell’essere portatori di idee, di modelli, ora definiti superati dai propulsori della nuova politica, ma che allora erano la colonna portante della rappresentatività sociale, politica e culturale per molti di noi, questo al di là di come ognuno la pensasse.
Per questo e anche per molto altro, mi viene, consentitemi ci viene, difficile capire o per meglio dire individuare sotto quale ombrello di visione sociale si pongono i nostri amati Politici, non solo in Italia ma in tutta Europa. Lo so di andare contro corrente se dico che la fine del Comunismo in Europa non può essere definita come la fine del male assoluto. Da sempre sostengo provocatoriamente, meglio un Comunista in casa che un Democristiano alla porta, come altrettanto provocatoriamente mi sovviene una frase di Charles Bukowsky: “la differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare”.
Mi fermo ad analizzare il concetto ed approfondendo il pensiero, dargli torto a prescindere mi viene difficile. La mia non vuole essere una nostalgica riedizione degli anni in cui quel muro alto tre metri e mezzo circa rappresentava uno dei simboli della contrapposizione ideologica fra il regime comunista dell’URSS ed il blocco occidentale, non vorrei mai essere frainteso ma semplicemente mettere sul piatto della bilancia momenti storici diversi nella loro concezione ma che immancabilmente riflettono le situazioni politiche che ci hanno portato alla realtà odierna. Possiamo forse dire si stava meglio quando si stava peggio? Sì, se è pur vero per come si racchiude il significato di questa frase, pertanto non sempre le novità portano ad un miglioramento così come si può utilizzare il concetto per esprimere il rimpianto dei tempi passati.
Oh, mi raccomando visto che questo aforisma fu detto anche da Benito Mussolini, non vorrei mai essere accusato di ben amata fronda nostalgica. Ormai mi sono rassegnato nel capire, forse mi rifiuto di capire questo può essere, ma per chi è cresciuto con definizioni Politiche ben definite, vien difficile trarne delle conclusioni, proprio come sopra definito la caduta del Muro è stata “la fine della Politica”, quella vera ben s’intenda, quella che mi piaceva, quando l’ Economia era al servizio della Politica e non la Politica al servizio dell’Economia. Ora non si parla più, o perlomeno se ne parla poco di modelli sociali, ma di denaro, denaro, denaro ed ancora denaro, dove tutto ruota intorno maledettamente al denaro, ed allora mi viene in mente una post letto qualche giorno fa: “le SS non hanno mai smesso di esistere hanno sostituito le camere a gas con la finanza”.
Realtà… Ho esagerato? Può essere, ma non potrebbe essere altrimenti, allora con altrettanta convinzione che dico: “ridateci il nostro passato per costruire meglio il nostro futuro” e se per questo passato servisse ricostruire il Muro di Berlino possiamo porre il primo mattone, quei mattoni caduti nel 1989 sono gli stessi usati per costruire un muro ancora più alto fra i gestori del potere economico e chi ne subisce le conseguenze e questo non doveva essere lo scopo. La speranza è posta che ancora una volta un muro venga abbattuto e che i mattoni cadano in testa a chi lo ha costruito, a tal proposito ricordo che le norme di sicurezza impongono l’elmetto di protezione e copricapo antiurto.

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