BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Usa: l’impeachment che servì a provocare una crisi strategica…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
La nuova corsa all’”impeachment” costringe l’amministrazione Trump a impiegare tempo e risorse per rintuzzarla e può incoraggiare terzi a lanciare un’operazione che potrebbe trasformarsi in una grave crisi strategica. Vi sono oggi molti punti di potenziali crisi nel mondo, come per esempio le tensioni tra le due potenze nucleari Pakistan e India sul territorio del Kashmir, disputato tra i due, che potrebbero coinvolgere anche la vicina Cina; o il riacutizzarsi del conflitto tra Iran e Arabia Saudita, o perfino una Brexit finita male. Ma prima di tutto viene l’imminenza del crac finanziario. In tutte queste crisi, il ruolo positivo del Presidente degli Stati Uniti potrebbe contribuire a disinnescarle e la spinta per l’”impeachment” sarebbe un sabotaggio oggettivo.
Questa è anche la valutazione di una fonte diplomatica importante con la quale abbiamo parlato, che ha tracciato un parallelo con la crisi di Cipro del 1974, al culmine dello scandalo ‘Watergate’, che culminò con le dimissioni del Presidente americano Richard Nixon, il 9 agosto di quell’anno. La crisi di Cipro iniziò il 15 luglio 1974, con il rovesciamento del Presidente di quel paese, l’arcivescovo Makarios, da parte di Nikos Sampson, a quanto pare sotto la direzione di una giunta militare che governava la Grecia a quell’epoca. Questo fu l’atteso pretesto perché la Turchia invadesse l’isola, cosa che fece il 20 luglio, occupando un terzo del suo territorio con la giustificazione di dover “ristabilire” la pace con la forza militare in qualità di “garante” della Pace nell’Isola.
A quell’epoca, lo scandalo Watergate aveva di fatto paralizzato qualsiasi iniziativa da parte del Presidente Nixon, che delegava tutto al Segretario di Stato Henry Kissinger. Kissinger agiva in combutta con il ‘Foreign Officeì britannico per affrontare la crisi, crisi che di fatto Londra aveva orchestrato. Fingendo di voler tentare di risolvere il conflitto, nessuna minaccia credibile fece alla Turchia, fino a quando questa non occupò un terzo dell’isola.
La spartizione dell’isola era da molto tempo un desiderio, se non un’intenzione, dei britannici, come “soluzione” al conflitto interno tra ciprioti, greci e turchi e consentiva a Londra di garantire la sicurezza delle loro due basi militari, una nella zona greca e l’altra in quella turca. Il conflitto provocò migliaia di vittime, militari e civili, e una massiccia pulizia etnica. Oltre quattro decenni dopo, l’isola è ancora divisa! Come sempre, trattasi di una controversia con sede… a Londra!

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