BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Dopo il ritiro Usa, la Siria deve riavere il controllo del territorio”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
La situazione emersa negli ultimi giorni nella Siria settentrionale deve essere considerata con freddezza e non con gli allarmismi diffusi dalle descrizioni mediatiche dell’incursione turca nei centri abitati oltre confine, a Est dell’Eufrate. Queste città sono da molti anni sotto il controllo congiunto di forze curde e truppe americane, sotto comando americano, per combattere contro i terroristi dello Stato islamico. Non è chiaro se tra Stati Uniti, Russia e Turchia sia in corso una discussione su come risolvere la situazione in Siria nella sua globalità, ma è chiaro che in questa nuova situazione gli adulti sono al comando.
Stiamo parlando di Trump, Putin e dei loro alleati: Turchia, Iran e Siria. Ricordiamo che la Turchia, la Russia e l’Iran sono i garanti del “processo di Astana”, che ha contribuito a stabilizzare gran parte del Paese. Oltre a ritirare le truppe, Trump ha chiarito che spetta a Turchia, Russia, Iran, Siria e Iraq risolvere la situazione. Questo può essere un perfetto invito per la ricerca di una soluzione regionale non solo al problema siriano, ma per tutti i Paesi vicini. Se il ritiro delle truppe americane sia stato concepito come un via libera per l’intervento turco nella Siria settentrionale è irrilevante.
La Turchia ha interessi legittimi che devono essere presi in considerazione. La chiave è che lo Stato siriano riconquisti la sovranità su tutto il territorio perso durante la guerra di cambiamento di regime e quindi assicuri il confine con la Turchia come prima del 2011. Ankara ha fatto riferimento all’accordo di Adana (1998) con Damasco, che concede alla
Turchia di lanciare operazioni militari limitate in territorio siriano per colpire i terroristi. In un’intervista per il canale turco di CNN, il Ministro degli Esteri di Erdogan, Mevlut Cavusoglu, ha fatto riferimento a quell’accordo.
Lo stesso ha fatto il Ministro degli Esteri russo Lavrov. A meno di 48 ore dagli annunci di ritiro e delle operazioni turche, a sorpresa le milizie curde SDF hanno annunciato l’accordo raggiunto con Damasco e le truppe siriane si sono mosse verso la zona di confine. L’unica soluzione fattibile a lungo termine è il ripristino della piena sovranità territoriale del governo siriano, come precondizione per un processo di riconciliazione con i gruppi curdi e arabi. In aggiunta, il processo di ricostruzione deve essere accelerato eliminando il blocco imposto al Paese e il rifiuto delle Nazioni Unite e dell’UE persino di considerare un aiuto alla ricostruzione finché Assad rimarrà al potere.

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