BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “L’impeachment mira a danneggiare le iniziative diplomatiche di Trump”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Il primo ottobre Donald Trump ha scritto su “twitter.com”: “Ogni giorno che passa capisco meglio e sto arrivando alla conclusione che ciò cui stiamo assistendo non è un ‘impeachment’ ma un… colpo di Stato”. Il presidente si riferiva all’iniziativa dei democratici alla Camera di avviare una procedura per verificare se nei suoi colloqui con Capi di Stato e di governo stranieri, Trump abbia commesso atti passibili di “impeachment”. Ci si aspetterebbe che una dichiarazione così dura del Capo della Casa Bianca meritasse seria attenzione dai ‘media’.
Le dichiarazioni di Trump, invece, sono state ignorate o al massimo ridicolizzate come parole di uno squilibrato! Eppure, come ha detto Trump, ogni giorno che passa arricchisce il quadro che suffraga le sue impressioni. Infatti, quella dei democratici è piuttosto una reazione tesa ad attenuare l’effetto dell’inchiesta sulle origini del ‘Russiagate’ condotta dal ministro della Giustizia Barr. A scatenare l’iniziativa per l’impeachment sarebbe stata la richiesta, fatta da Trump al Presidente ucraino Zelens’kyj, di fare luce sul tentativo dell’allora Vicepresidente Joe Biden di insabbiare le prove del coinvolgimento del figlio Hunter in una storia di corruzione in Ucraina.
Ma le indiscrezioni di quella conversazione telefonica, vecchia di un mese, sono state fatte trapelare proprio mentre l’ispettore generale del Ministero della Giustizia (DOJ) Michael Horowitz stava preparando un rapporto sull’irregolarità del mandato per le intercettazioni nei confronti dell’organizzazione elettorale di Trump, con cui iniziò il ‘Russiagate’. Ci si attende che il rapporto confermerà che l’ex direttore dell’FBI Comey, i suoi alleati nel DOJ e i suoi sottoposti nel Bureau avrebbero come minimo commesso una truffa, usando il falso ‘dossier’ su Trump confezionato dall’ex agente dell’MI6 Christopher Steele, per ottenere il mandato.
Inoltre, Barr e il procuratore John Durham si sono recati a Roma per scoprire se i servizi italiani, o parte di essi, siano coinvolti nell’operazione condotta da Josef Mifsud, probabile agente CIA/FBI/MI6, per incastrare George Papadopoulos, attivista nella campagna di Trump, per dare credibilità alla versione sugli ‘hacker’ russi. Durham è stato anche sulle tracce di Steele a Londra. Queste inchieste coinvolgono l’intelligence britannico, i suoi alleati in Australia, i congiurati ‘obamiani’ del cambiamento di regime in Ucraina (con a capo Joe Biden) e il governo di Renzi in Italia.
L’accusa è di collusione nell’aver fabbricato la storia del Russiagate contro Trump. Come ha dichiarato in una conferenza stampa improvvisata il 6 ottobre, Trump si chiede come mai ci sia tanta attenzione sulla telefonata a Zelens’kyj. In fondo, diversi governi stranieri sono stati coinvolti nell’inchiesta su di lui. Coloro che lo attaccano sono collusi molto peggio con governi stranieri e ora hanno paura di essere smascherati, ha aggiunto! Tutto sta paurosamente peggiorando, e i “democratici”, tanto per cambiare… le sbagliano tutte!

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