BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “L’attesa reazione al ‘Russiagate’ sta ormai prendendo quota…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Ecco le più significative notizie di stampa internazionale. Dopo la squallida esibizione di fronte al Congresso dell’inquirente speciale Robert Mueller, che ha dimostrato come le accuse di ingerenze russe e di collusione o ostruzione da parte di Trump fossero false dall’inizio, l’intera narrazione del Russiagate è scomparsa dalla scena a Washington. Di contro, le inchieste in corso sotto la direzione del Ministro della Giustizia Barr, per determinare “come e quando” sia stato lanciato il tentativo di ‘golpe’, stanno causando notti insonni ai congiurati. Sono tre gli sviluppi di rilievo: L’ex vicedirettore dell’FBI Andrew McCabe è sotto inchiesta per aver soffiato informazioni riservate sull’inchiesta e aver poi mentito negando ogni addebito. Il suo comportamento gli è costato l’allontanamento dal Bureau. Come stretto collaboratore del direttore dell’FBI James Comey, McCabe lanciò una vera e propria ‘task force “get Trump”’, gestita assieme ai piani alti della comunità d’’intelligence’ britannica e in coordinamento con uomini di Obama come Brennan (CIA) e Clapper (National Intelligence). McCabe fu determinante nell’operazione che incastrò l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn.
L’inchiesta dell’ispettore generale del Ministero della Giustizia Horowitz sul ruolo dell’FBI nell’ottenere il mandato per le intercettazioni sull’organizzazione elettorale di Trump è terminata ed è ora sul tavolo del Ministro Barr. Horowitz ha indagato sull’uso del ‘dossier’ fabbricato da Christopher Steele per ottenere i mandati dal tribunale particolare del FISA, nonostante Comey, che aveva firmato la richiesta iniziale, abbia in seguito ammesso di essere a conoscenza del fatto che le accuse contenute nel ‘dossier’ non fossero state verificate. Fu quest’azione a permettere di “spiare” sull’organizzazione elettorale di Trump, come ha detto Barr di fronte a una sbalordita Commissione parlamentare. Il terzo caso comprende il tentativo di invalidare il patteggiamento concluso tra Flynn e gli uomini di Mueller. L’avvocato di Flynn, Sidney Powell, chiede il rilascio di prove a discarico che non erano state trasmesse ai legali dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale.
Il giudice competente, Emmett Sullivan, ha accettato il ricorso della Powell e fissato per il 31 ottobre l’udienza preliminare. L’avvocato Powell ritiene che, se le prove a discolpa fossero state rivelate, Flynn non si sarebbe dichiarato colpevole di aver mentito all’FBI e non avrebbe accettato il patteggiamento per evitare lunghi processi e la rovina finanziaria. Al centro di tutti questi sviluppi è l’emergere di sempre più numerosi elementi che inchiodano l’FBI come artefice di vere e proprie trappole per incastrare gli uomini vicini a Trump e arrivare al Presidente. Usando agenti come Josef Mifsud, che Mueller ha definito “agente russo” e il triplo agente Stephan Halper, la squadra USA-UK ha fabbricato la storia degli ‘hacker’ russi e l’ha poi usata come presunta prova di una vicenda di collusione con la Russia in corso. L’impalcatura della storia ha continuato a disfarsi questa settimana, quando il legale di Mifsud ha riferito che il suo assistito non lavorava per la Russia ma per gruppi di intelligence britannici e statunitensi. Ricordiamo che l’ex attivista
dell’organizzazione elettorale di Trump George Papadopoulos, oggetto della trappola tesagli da Mifsud, da tempo accusa i governi Renzi e Gentiloni di aver messo a disposizione degli uomini di Obama pezzi dell’intelligence italiano in questa vicenda. Ed anche questa è una ‘novità’ di rilievo!

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