BI24_FLASH_LAVORO E DINTORNI. Elena Chiorino, Fdi: “Lo si vede anche in Piemonte, il reddito di cittadinanza è un fallimento”

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_Elena Chiorino (Assessore Fdi, Regione Piemonte)
Anche l’esperienza piemontese dimostra che il Reddito di Cittadinanza è stato fatto partire troppo in fretta senza avere una regia vera di come si sarebbe sviluppato successivamente e quindi sono stati spesi inutilmente miliardi di euro. Per carità, le finalità, cioè aiutare chi non arriva a fine mese, erano giuste, ma dietro questo nobile intento in realtà si nascondeva quello che ho sempre detto: il Reddito di Cittadinanza è una mera forma di assistenzialismo che non garantisce nessuna possibilità di trovare lavoro e favorisce la politica del divano e il lavoro nero. In Piemonte, ai primi di settembre, sono state presentate, secondo i dati forniti da Inps, complessivamente 86.558 richieste di RdC e ne risultano accolte 54.539, il 63,0%. Ma solo il 26% potranno seguire il percorso per la ricerca del lavoro…
I dati diffusi confermano che nel 2020 la disoccupazione crescerà e quindi tutto ciò che è stato detto dall’ex ministro al lavoro, oggi agli esteri, Luigi Di Maio si è rivelata un’enorme bufala: non è affatto vero infatti che con il reddito di cittadinanza si sarebbe sconfitta la povertà e si sarebbe dato un lavoro a tutti quelli che oggi non lavoravano. Per fare trovare lavoro ci vogliono investimenti in politiche economiche che facciano aprire i cantieri, che facilitino le assunzioni da parte delle aziende e ovviamente, una volta che i posti si sono creati, misure serie di politiche attive del lavoro per fare finalmente crescere l’incrocio tra domanda e offerta. Ad oggi, invece, siamo solo ad un mero assistenzialismo e dubito anche che nel 2020 il Reddito di Cittadinanza provochi quell’aumento dell’occupazione che il Governo continua a sottolineare come possibile.
Ritengo anche che sarebbe stato più opportuno destinare i denari del Reddito di Cittadinanza al potenziamento del già esistente assegno del Reddito di Inclusione e convogliare tutti gli altri miliardi sullo sviluppo economico e quindi sulla creazione di nuovi posti di lavoro, puntando sulle politiche attive proprio come stiamo facendo in Piemonte. Potenziando l’orientamento scolastico, momento fondamentale per dare ai nostri ragazzi tutte le informazioni e gli strumenti per scegliere la strada del loro futuro, proseguendo con la formazione continua, investendo nei “nuovi saperi” legati alla trasformazione digitale e all’industria 4.0, che ormai è una realtà che si sta affermando e consolidando sempre di più. E poi, proprio come stiamo facendo in questi mesi, potenziando gli Its, l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato, per dare davvero la possibilità ai nostri giovani – ma anche ai meno giovani – di poter vivere e realizzarsi in Piemonte, senza dover essere costretti a scappare all’estero.

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