BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Il fallimento di Thomas Cook: il primo di tanti a venire…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Anche fuori dal nostro Paese gli ‘affari’ sembra che non vadano bene! Il fallimento dell’agenzia di viaggi Thomas Cook, annunciato il 22 settembre, è il risultato di una stretta di liquidità simile a quella che avvenne prima del crac del 2008. Le imprese super-indebitate, finora sopravvissute grazie al rifinanziamento di quel debito, ora rappresentano un rischio troppo alto per le banche. Mentre inizialmente era stato annunciato un debito di 1,7 miliardi di sterline, In tribunale si è scoperto che la cifra era quasi il doppio: 3,1 miliardi. La politica di tassi negativi delle banche centrali ha aggiunto un elemento di incertezza nei mercati del credito. Il normale collegamento tra rischio e tassi d’interesse è stato reciso.
Il 25 settembre, uno dei più grandi datori di lavoro dell’Irlanda del Nord, ‘Wrightbus’, ha dichiarato fallimento mettendo in strada 1300 lavoratori. ‘Wrightbus’, come Thomas Cook, aveva avviato colloqui con potenziali acquirenti, tra i quali il gruppo cinese ‘Weichai’, che poi si è tirato fuori. La Brexit è anche un fattore, dato che Wrightbus riceve parti meccaniche, compresi telai e motori, da fornitori nell’UE. Nella stessa settimana, ‘Metro
Bank’, un istituto finanziario relativamente piccolo, non è riuscita a piazzare un’emissione di obbligazioni nonostante offrissero una rendita del 7,5%. La banca aveva bisogno di fondi per soddisfare i requisiti minimi di capitale secondo le nuove regole della ‘Bank of England’ e dell’Unione Europea.
‘Metro Bank’, che aveva attivi per 21 miliardi di sterline, ha visto crollare il prezzo delle sue azioni da 40 sterline a 175 ‘pence’ dopo aver annunciato, nel gennaio scorso, di aver dichiarato attivi per 900 milioni di sterline nella categoria di rischio sbagliata. La banca è riuscita a raccogliere 350 milioni dai propri azionisti, ma gli osservatori si chiedono se sarà in grado di raccogliere sul mercato il resto dei capitali. La falsa valutazione del rischio degli attivi è esattamente ciò che gli ‘stress test’ della BCE notoriamente ignorarono, fidandosi dei dati forniti dai modelli usati dalle stesse banche. ‘Metro Bank’ è una piccola banca, ma in questi giorni la fiducia è merce rara sui mercati finanziari e potrebbe facilmente diffondersi il contagio. ‘Metro Bank’ aveva classificato a basso rischio (50%) i propri prestiti commerciali e ha dovuto correggerli al 100%. Un esame ravvicinato dei bilanci mostra che in quei prestiti v’è ben poco di “commerciale”.
Per esempio, uno dei clienti era il fondo speculativo di Crispin Odey, che ha venduto allo scoperto 19 milioni di sterline di azioni di Metro, guadagnando 75 milioni, equivalenti al 2,7% dell’intero capitale azionario. Di fatto, Metro ha finanziato il principale speculatore contro sé stessa! Anche Aston Martin, la leggendaria casa automobilistica, si trova nei guai. È appena riuscita a rastrellare 150 milioni di dollari con obbligazioni triennali a un tasso del 12%. AM (Aston Martin) tuttavia ha bisogno di altra liquidità per lanciare il nuovo Suv DBX a dicembre. Per questo necessiterà di emettere obbligazioni per altri 100 milioni con una cedola del 15%! Il piano di rientro finanziario prevede di generare pre-ordinazioni di 1400 DBX al prezzo di base di 140.000 sterline.

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