BI24_FLASH_SENZA PELI SULLA LINGUA. Dario Angiono: “Ma qual è lo stato di salute del calcio, qui da noi in Italia?…”

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_Dario Angiono
Il calcio come passione, la passione per molti di noi, da sempre amanti di questo sport, ognuno conuna squadra nel cuore, con i campioni nell’anima, con una bandiera da sventolare per sempre. Pur vero il detto che nella vita si può cambiare di tutto, ma mai la propria squadra. E’ legittimo chiedersi se il calcio in Italia è in salute o vive una crisi di crescita e sviluppo? L’analisi in questa prospettiva non è certamente facile, si possono avere visoni diametralmente opposte, ma di un dato vi è certezza, la qualità tecnica è in discesa. Ancor di più se si assistono delle partite dei campionati giovanili, soprattutto nei dilettanti, la fortuna o la sfortuna ma più di ogni altra cosa, la passione, mi porta alla visione di spettacoli a dir poco raccapriccianti.
Non voglio fare una critica prettamente distruttiva, ma cercare per quanto possibile di elevare un “urlo” della disperazione. Dove sono finiti i gesti tecnici che accompagnavano più di ogni altro l’aspetto di crescita dei giocatori? Fatevene una ragione ma se avete un
figlio che gioca a calcio rivolgete questa domanda al referente del Settore Giovanile: “avete un progetto tecnico formativo, metodologico e filosofico e quali sono gli aspetti integranti per la sua applicazione sulla quale posso porre la base per cui possa scegliere la vostra Società, visto che mi chiedete una quota di partecipazione”?
So che mi tirerò l’ira di molti per questa esternazione, ma non importa, meglio fare invidia che pietà, il problema si pone principalmente anche in questa direzione, troppo pressappochismo porta inevitabilmente ad una sommaria gestione, per fortuna non di tutti ci mancherebbe altro, ma per la maggior parte delle realtà questo si. Che fare, come porre rimedio? La FIGC sembra si stia muovendo in questa direzione anche se personalmente ritengo non basti, se un giorno poi la politica verrà messa alla porta ed i posti gestionali saranno per coloro che il calcio lo amano con passione e competenza, il processo si velocizzerà.
Tutto questo però non basta, non venga pertanto interpretata come un’illusione sostenere che alle Società Professioniste dovrebbe essere vietata la composizione di gruppi per l’Attività di Base, lasciando la formazione alle Società Dilettanti con delle linee guida imposte e con corsi di formazione dalla Federazione e che la stessa dovrebbe creare dei Centri di Formazione, strettamente locali, dove coinvolgere i migliori soggetti per una formazione più mirata volta all’integrazione futura per l’agonistica nei Professionisti. Vogliamo chiamarla, ricerca territoriale del talento e accompagnamento di crescita, ebbene sì. Non voglio accantonare i progetti (seri) per la scuola e la creazione di strutture, oddio forse sto solo sognando, ma come sempre amo rincorre i sogni, che vita sarebbe senza di loro.
Mi congedo con una provocazione, il giorno che qualcuno vi dirà “per noi l’importante è che i ragazzi si divertano” ditegli che anche in un parchetto si divertono e non lasciategli una lira, state buttando via i vostri soldi. I genitori hanno legittimamente delle aspettative, che vanno oltre a pensare che il figlio sia degno del miglior campione ma hanno il diritto di avere come riferimento una Società organizzata che si ponga come principale scopo la formazione, con i tempi giusti per ognuno e con formatori preparati. Non tutti siamo nati calciatori e non tutti lo diventiamo, di certo possiamo sognarlo ed in questa ottica che ogni piccolo calciatore che ama il calcio dovrebbe avere nella sua camera il poster del campione preferito e nel guardarlo appeso al muro sognare che un giorno possa diventare come lui, magari dicendoglielo pure. In fondo, non permettere a nessuno di uccidere i nostri sogni è un buon punto di partenza, men che mai per coltivarli abbiamo sempre bisogno al nostro fianco, nel calcio come nella vita, di persone chi ci accompagnino con visione dei comuni obbiettivi, in grado di trasmettere dedizione e soprattutto amore. Auguri!

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