BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Gli allarmanti effetti mentali dell’isteria climatica diffusa dai media”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Il 15 settembre il ‘Guardian’ ha orgogliosamente rivelato di essere il “partner principale” in un’alleanza mediatica globale creata per assicurare che, in preparazione del vertice dell’ONU sul clima e durante il suo svolgimento, i media pubblicassero solo articoli adatti al copione di “amici per le penne”. Ricordiamo che all’inizio dell’anno lo stesso quotidiano britannico aveva diffuso un manuale per i giornalisti di tutto il mondo, suggerendo di parlare di “crisi” o di “emergenza” climatica e non di “cambiamenti” per meglio spaventare il pubblico. Ora il ‘Guardian’, assieme agli americani ‘The Nation’ e Columbia Journalism Review, ha formato un’alleanza chiamata “Covering Climate Now” cui hanno aderito 250 media di 32 Paesi, con un’utenza di oltre un miliardo di persone, che si sono ripromessi di pubblicare solo contenuti con il bollino “fine del mondo”.
Il consorzio include, tra gli altri, notiziari televisivi come ‘CBS News’, ‘Al Jazeera’ e, per l’Italia, il TG1, quotidiani come ‘El Pais’, ‘Toronto Stars’, ‘La Repubblica’ e ‘Il Manifesto’, agenzie stampa come ‘Bloomberg’ e la cattolica SIR, quindi podcast, ‘media’ locali ed emittenti radiofoniche (per esempio l’italiana ‘Radio Uno’) di tutto il mondo. Nel frattempo, il messaggio millenarista della crociata climatica sembra stia causando fenomeni di depressione, pessimismo e ansietà tra i giovani, tali che sono emerse nuove specializzazioni e nuovi organismi per affrontare specificamente la crisi.
Il ‘Daily Beast’ del 17 settembre ha documentato la nascita di gruppi di auto-cura per affrontare problemi emotivi tra giovani convinti di non avere un futuro. Per esempio, nel maggio scorso a Washington s’è avuta una seduta chiamata “Catarsi al centro commerciale”, il cui scopo era quello di allestire “sedute di ansietà climatica” per “curare sensazioni di disperazione, depressione e ansietà” causate dalla paura della prossima estinzione del mondo. Per la cura, ci si concentrava sulla creazione di “meccanismi di difesa”. Notare che il ‘Daily Beas’t fa parte del suddetto consorzio ‘Covering Climate Now’.
Il 26 agosto il quotidiano francese ‘Le Parisien’ ha pubblicato un servizio sul nuovo fenomeno chiamato dagli esperti “eco-ansietà”. Contemplare ogni giorno immagini di orsi polari melanconici sull’iceberg in fusione, barriere coralline che scompaiono e foreste in cui giocavi da bambino distrutte dall’urbanizzazione ha provocato una malattia mentale che si sta diffondendo sul pianeta. Già nel marzo 2017 l’Associazione degli Psicologi Americani, in un rapporto intitolato ‘Mental Health and Our Changing Climate: Impacts, Implications and Guidance’, pur convalidando la tesi dei cambiamenti antropogenici, notava che “le implicazioni dei cambiamenti climatici sulla salute, sull’economia, sulla politica e l’ambiente ci riguardano tutti.
Il tributo pagato dalla nostra salute mentale è di ampia portata. (I cambiamenti climatici) inducono stress, depressione e ansia; logorano i rapporti sociali e di comunità e sono stati collegati all’aumento di aggressioni, violenza e reati. L’effetto maggiore è sui bambini e le
comunità con meno risorse per affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici. Per peggiorare le cose, crescono reazioni psicologiche ai cambiamenti climatici, come fatalismo, paura, impotenza e rassegnazione. Queste reazioni impediscono a noi e alla nostra nazione di affrontare propriamente le cause centrali e le soluzioni ai cambiamenti climatici e di formare e sostenere la resilienza psicologica”.

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