BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA/1. Orcelletto e Girardi: “Non si può più accettare una festa come quella della ‘liberazione’…”

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_Attilio Orcelletto, Paolo Girardi
Siamo fortunatamente distanti dalla cosiddetta “Festa della Liberazione”, ma riteniamo che con ‘storica’ serenità se ne possa finalmente parlare e discutere criticamente! Alla ricorrenza del prossimo anno, ci ritroveremo di fronte l’ennesima celebrazione del 25 aprile, quella che noi riteniamo essere una vera a propria ‘truffa’ storica da parte di chi ha eletto la Resistenza a mito fondante.
Nessun Paese al mondo ha questo disprezzo per centinaia di migliaia di famiglie bollate come indegne di ricordo. Le radici dello Stato italiano passano anche per le loro storie, talvolta eroiche. Ma tutto quello che stava dalla parte ‘sbagliata’, secondo i ‘gendarmi’ della memoria, doveva sparire nella condanna perpetua all’infamia.
E’ evidente che siamo in un Paese… ‘strano’, dove quelli che adesso parlano di pacificazione hanno imposto una lottizzazione della memoria. L’Italia antifascista festeggia. Eppure la Germania non festeggia alcuna liberazione il 29 aprile o il 7-8 maggio, le date della capitolazione sui fronti orientale e accidentale. La Spagna non festeggia la morte del generale (e dittatore) Francisco Franco il 20 novembre e così via. Da noi, invece, no! Fucilazioni, epurazioni e tribunali del popolo.
Il 25 aprile, a nostro personalissimo parere, non può essere ‘festa nazionale’. E’ solo
una rappresentazione faziosa del predominio comunista dal 1945 ad oggi: per questo l’antifascismo è stata l’industria più ‘redditizia’ del dopoguerra. E, per di più, noi Biellesi e Valsesiani e Vercellesi abbiamo il record assoluto degli assassinii: nessuno ha ucciso tante persone quanto i nostri partigiani e soprattutto quanto l’omicida Francesco Moranino! E poiché nessuno lo vuole dire, noi, nel nostro piccolo, lo diciamo e lo insegniamo ai nostri figli ed ai nostri nipoti!

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