BI24_FLASH_L’EUROPA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La geopolitica odierna frena i rapporti sino-germanici…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Ecco qualche dettaglio che illustra i non semplici rapporti fra Germania e Cina. Durante la visita dí Angela Merkel in Cina dal 5 al 7 settembre sono stati firmati undici accordi per un valore di diversi miliardi di euro. L’impressionante lista va da una ‘joint venture’ per la produzione di turbine a gas tra Siemens e la State Power Investment Corporation Limited a un progetto per la gestione degli scarichi nella zona economica di Shenzen tra il gruppo Alba e lo Shenzen Energy Group, da un accordo tra Streetscooter e Chery Holding per produrre centomila veicoli elettrici alla cooperazione tra Airbus e Avic Aircraft Corporation per l’assemblaggio di 320 velivoli a Tianjin. A ciò va aggiunto l’accordo siglato con BASF prima della visita della Merkel, per costruire un grande impianto produttivo del valore di 10 miliardi di euro, il più grande investimento di BASF da molti anni. Tuttavia, la cooperazione
industriale è offuscata dalle mosse geopolitiche tedesche sulla vicenda di Hong Kong.
La scorsa settimana Joshua Wong, portavoce dell’ala radicale del movimento di protesta dell’ex colonia britannica, ha ricevuto un’accoglienza straordinaria a Berlino, dove ha incontrato il Ministro degli Esteri Heiko Maas e allacciato contatti con altri VIP a una conferenza organizzata dal ‘tabloid Bild’. La cosa ha provocato una dura risposta dal governo cinese, che ha convocato l’ambasciatore tedesco mentre quello cinese a Berlino ha indetto una conferenza stampa l’11 settembre per accusare Maas di lanciare “segnali molto negativi” che avrebbero sfortunatamente avuto “conseguenze negative sui rapporti bilaterali”. Accusando “forze straniere” di essere coinvolte nella rivolta di Hong Kong, l’ambasciatore Wu Ken ha consigliato ai politici “di non offrire copertura a reati violenti e non interferire negli affari interni di Hong Kong e della Cina”.
Esprimendo “profonda disapprovazione” per il comportamento del capo della diplomazia germanica, Wu ha ricordato che “Wong e i suoi seguaci seminano violenza”. Allo stesso tempo, il Ministro della Cooperazione Gerd Müller ha sferrato un duro attacco alla politica cinese in Africa, sostenendo che “la Cina è principalmente interessata alle risorse dell’Africa e non a creare reddito e valore locali. I cinesi portano le proprie maestranze nei cantieri e non creano lavoro per la popolazione locale”. Si tratta di accuse diffuse alcuni anni fa ma smontate da numerose istituzioni e istituti di ricerca occidentali, oltreché dagli stessi ‘leader’ africani. L’ultima inchiesta al riguardo è uscita su Le Monde del 16 settembre. Quanto a Müller, da anni promette un “Piano Marshall per l’Africa” ma da Berlino nulla è mai partito in questo senso. E’ sempre difficile e complesso dare applicazione ai princìpi di politica estera!

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