BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Angela Merkel fa la ‘levatrice’ del governo giallorosso”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Stando al quotidiano ‘La Repubblica’, la Cancelliera tedesca Angela Merkel sarebbe addirittura intervenuta personalmente nei negoziati per la formazione del nuovo governo Conte a favore della coalizione giallorossa. Quando i colloqui tra PD e M5S erano sul punto di una rottura il 30 agosto, per via del programma a 20 punti presentato dal ‘leader’ del M5S Luigi Di Maio, considerato inaccettabile dal PD, la Merkel avrebbe chiamato Paolo Gentiloni e gli avrebbe detto, stando al quotidiano, che “deve essere fatto tutto il possibile” per formare un nuovo governo, impedendo le elezioni anticipate che avrebbero reso possibile un trionfo per l’odiato sovranista Matteo Salvini.
‘La Repubblica’ è un quotidiano filo-UE e filo-PD, quindi questa fuga di notizie è difficilmente una ‘bufala’. A quanto pare, Gentiloni avrebbe obbedito all’ordine e il PD è tornato al tavolo dei negoziati. I 20 punti sono diventati 26 e si è concretata un’atrocità in linea con il progetto ‘neo-maltusiano annunciato dalla nuova presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Ma il programma del governo va perfino oltre, chiedendo che venga introdotta la “protezione della biodiversità” nella Costituzione: “Inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale”.
Conte ha ribadito la centralità dell’idea ‘malthusiana’ nel suo discorso alla Camera il 9 settembre: “Nella prospettiva di un’azione riformatrice coraggiosa e innovativa, obiettivo primario del Governo sarà la realizzazione di un ‘Green New Deal’, che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici”. “Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione, promuovendo prassi socialmente responsabili che valgano a rendere quanto più efficace la ‘transizione ecologica’ e indirizzino il sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.
D’altra parte – occorre esserne consapevoli – siamo di fronte a cambiamenti epocali, che
impongono, a tutti i livelli di ‘governance’, di ripensare modelli economici, sociali e di tutela ambientale”. Conte ha anche ribadito l’intenzione, inclusa nel programma, di porre fine alle trivellazioni ‘offshore’ di gas e petrolio e di avviare un’iniziativa tesa a introdurre leggi internazionali che costringano anche tutti gli altri Paesi del Mediterraneo a fare altrettanto. L’unico punto positivo della lista originale di Di Maio, ovvero la separazione bancaria, è stato… cancellato!
Manca la proclamazione ufficiale della “decrescita felice” ma ci siamo quasi. Il governo Conte-bis nasce sotto i peggiori auspici: un programma di ‘de-industrializzazione’, allineato e supino alle decisioni di Bruxelles e delle cancellerie di Parigi e Berlino. La nomina di un “kapò” della Commissione Europea, Roberto Gualtieri, che come presidente della Commissione Economica e Monetaria del Parlamento Europeo ha dato il via a importanti disposizioni dell’UE, come il Patto di Stabilità e il ‘bail-in’, ne è la prova lampante. Gualtieri è così impopolare che alle ultime elezioni europee non è stato rieletto, ed è stato ripescato perché l’ultimo degli eletti nell’Italia centrale ha optato per un altro collegio. Quanto a Paolo Gentiloni, è stato premiato con la posizione di Commissario Europeo.

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